Misteriu (Remundu Piras)

Cand’a mie matessi eo domando, (Quando interrogo me stesso)
 paret chi solu a musca tzega joghe, (mi sembra di giocare da solo a mosca cieca,)
paret ch’intenda néndemi una oghe: (e mi pare di udire una voce che dice:)
“Deo ti nd’apo atìdu e ti che mando” (“Io ti ho portato qui, io ti riprendo”.)

Li naro: “Si ses tue, prite tando (Rispondo: “Se è vero che sei tu, perché dunque)
no ti presentas, po chi t’interroghe (non ti fai avanti, affinché io possa interpellarti?)
Ischire dia cherre a inoghe (Vorrei conoscere il luogo)
da inue so ennidu e ue ando” (da dove sono giunto e quello dove vado”)

Si finas s’esser meu m’est ignotu (Se perfino il mio essere mi è ignoto)
po chi deo cun megus note e die cunviva (malgrado ci conviva notte e giorno,)
si mi nàn: “Tue ses chie?” (se mi si chiede “Chi sei tu?”,)

Poto risponder: “No mi so connotu” (posso rispondere: “Mi rimango sconosciuto”.)
Naran chi tzeltos connoschen a totu (Si dice che taluni conoscono tutto,)
e deo no connosco mancu a mie. (io non conosco neanche me stesso.)

Ph credits

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: