Cabilia, la terra dei Cabilli

In Sardegna gli abitanti del sud chiamano Cabilli (o Gabillus) gli abitanti del centro-nord.

Esiste anche una regione berbera dell’Algeria, chiamata appunto Cabilia o terra dei Cabilli.

La Cabilia africana ha sempre cercato di mantenere la sua indipendenza, prima dai romani, che cercarono in tutti i modi di sopprimere le ribellioni dei berberi e, nei secoli, dagli arabi e dai francesi.

Qualche volta riuscirono a conquistare l’indipendenza ed a fondare il proprio regno.

I villaggi sorgevano sulle creste dei monti, in modo da lasciare spazio alle coltivazioni nei fianchi della montagna.
Alle donne il compito di scendere a valle per l’approvvigionamento dell’acqua.

La lingua parlata era il cabilo, una varietà di berbero. Gli intellettuali Cabili hanno dato vita ad eccellenti opere letterarie.

Nella 400 d.c. circa, i Vandali spedirono in esilio in Sardegna delle popolazioni di guerrieri mauritani.
Furono inviati a Forum Traiani (Fordongianus) per contrastare la popolazione della Barbagia, che resisteva sui monti ai nuovi dominatori.
Con la sconfitta dei vandali, i mauritani si dedicarono al brigantaggio ed al saccheggio, si sparsero per l’Isola, scendendo anche verso il Sud.

Nell’Ottocento uno storico piemontese asserisce che i barbaricini derivano da una popolazione africana.

Scrive Sergio Atzeni a proposito (Passavamo sulla terra leggeri):

“I testi bizantini parlano dell’inospitalità della Sardegna portando a motivo le febbri di Karale e le incursioni dei barbari dei monti, irsuti, armati e coperti di pelli.

Chiunque sarebbe portato a ritenere che i barbari irsuti che lottarono contro la repubblica (ndr, romana) fossero i padri dei barbari irsuti che lottarono contro l’impero.

Ma uno storico savoiardo scrisse che i primi erano sardi nuragici, furono sconfitti e diventarono fedeli guardiani dell’isola di Roma. I secondi erano mauri, i mauri mandati a penare in miniera, secondo lo storico savoiardo e fuggiti e capaci di resistere e combattere, per secoli, in monti che non conoscevano.

I barbari dei secondi cinquecento anni, secondo lo storico savoiardo, erano neri di Barbaria. I sardi erano obbedienti e coltivavano il grano della piana per i buoni imperatori cristiani.

Mi sono chiesto quali motivi potessero spingere lo storico a confondere in maniera tanto contorta una verità tanto semplice: abbiamo combattuto per mille anni.”

E’ possibile che qualche banda di mauri sia andato a risiedere in Barbagia.
Per il resto, come non essere d’accordo con Sergio Atzeni!

Ph credit: abitante della Cabilia africana

Sergio Atzeni, Passavamo sulla terra leggeri, Mondadori

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