Dd’ant “biu” cantendi: Horoène cambia pelle

L'hanno visto cantando! Il poeta sardo Pietro Mura scrisse la poesia "L'hana mortu cantende" (L'hanno ucciso cantando") con cui vinse il primo premio al concorso “Città di Ozieri”. "Biu" significa "visto" ma anche "vivo". Questa premessa per dire che a brevissimo Horoène rinascerà e si trasformerà in una band musicale. Uscirà con il primo cd (ma... Continue Reading →

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Le città-stato Shardana (secondo Carta Raspi)

La conoscenza, per qualche strano motivo, a volte viene sepolta e dimenticata. Poi riscoperta, e poi ancora dimenticata. Molte delle teorie che stiamo RIscoprendo oggi, con L.Melis, Pittau e Ugas erano già state elaborate dal Carta Raspi negli anni '50 del secolo scorso. Dotato di un notevole intuito, Carta Raspi aveva già detto tutto, e anche... Continue Reading →

“Nuraghi” nel mondo.

Ecco il paese da lui fondato per marinai, che ne avevano innalzato le torri; ne han demoliti i palazzi: egli l'ha ridotto a un cumulo di rovine. Isaia 30,25 Su ogni monte e su ogni colle elevato, scorreranno canali e torrenti d'acqua nel giorno della grande strage, quando cadranno le torri. Isaia 33,18    ... Continue Reading →

I segreti della domu de Jana di Sant’Andria Prius

Cambiano le religioni, ma non le abitudini delle genti. Il significato di sincretismo religioso si capisce benissimo dalla domu de Jana di Sant'Andria Prius. Tomba per le genti neolitiche sarde, viene utilizzata poi dai romani per venerare i loro dei, e poi dai cristiani, in quella che viene ipotizzata come prima chiesa cristiana. Le raffigurazioni... Continue Reading →

La poesia epica in Sardegna: la grande assente

Secondo Augusto Bollier (Canti popolari della Sardegna) la tradizione sarda non ha una grande poesia epica. Cita solamente due poesie, una rivolta alla Sarda Rivoluzione, la "Marsigliese sarda", Su Patriotu Sardu a su Feudatariu, nota "Procura de moderare", di Mannu. L'altra è una poesia rivolta alla "patria" italiana, del 1848, nel momento in cui l'Italia... Continue Reading →

Inzunzos, ghetaus a cuccuru

Insulti, sulla groppa. "Gei no mi ddu ghetant a cucuru" diceva mia nonna, cioè non mi rimarrà in groppa, s'allomingiu. Quando il fatto non era tale da meritare un nomignolo. Inzunzos (Inzullos, nella variante campidanese della lingua sarda) sono dei motteggi ingiuriosi, che si davano ai nomi di persona. Andrea Andria, Andria (Andrea, Andrea) Sa pudda... Continue Reading →

Mutos e Mutetus e l’unità morale dei sardi

[...] "Credo che il lavoro fornito soddisfi a questi scopi, e che sia lecito a me ricavarne la conferma del fatto già osservato dal Mari e avvalorato dalle mie illustrazioni della ritmica sarda, dell'unità morale del popolo isolano e di una comune tradizione poetica. Ha, (c'è bisogno di dirlo?) ciascuna regione i suoi canti, e... Continue Reading →

Pregadorias sardas antigas

Creu tottu cantu, tottu cantu (Credo in tutto quanto, tutto quanto) Heis rivelau. (avete rivelato.) In sa Cresia chi eis fundau, (Nella Chiesa che avete fondato,) Cresia Santa Cattolica, (Chiesa Santa Cattolica,) Cresia Santa Apostolica e Romana. (Chiesa Santa Apostolica e Romana.)   S'Ave Maria, sa grassia prena, (L'Ave Maria, piena di grazia) Cando si... Continue Reading →

Tziu Paddori, Sergio Atzeni e i misturi linguistici

"Eravamo d'accordo perché le lingue perdano il loro orgoglio ed entrino nell'umiltà dei linguaggi, dei linguaggi liberi, dei linguaggi folli, dei trasalimenti che li rendono disponibili a tutte le lingue del mondo. Eravamo d'accordo perché una traduzione non sia una chiarificazione, ma diventi la messa a disposizione di un elemento della diversità del mondo in... Continue Reading →

In che lingua raccontare? (di Sergio Atzeni)

Possiamo parlare di letteratura sarda? Dando risposta affermativa pretendiamo d'essere una identità (i sardi) capace di esprimere una propria visione del mondo, sia pure in lingua italiana importata. Niente di cui scandalizzarsi, il bulgaro ebreo Elias Canetti ha scritto in tedesco i suoi capolavori, intere etnie della Mitteleuropea hanno adottato a causa di svariate vicende... Continue Reading →

Su semini de Meloni

Oi interrant Doddore Meloni. No ant-a interrai scéti unu omini calisisiat. Ant-a interrai asut'e terra unu semini, chi nd'at a bogai matas, froris e frutus. Custa morti est una letzioni po totus is sardus. Nd'at iscidau indipendentistas, ca ant'a ponni a parti is divisionis, ca ddu-i funt cosas chi si diferentziant, ma a s'acabu boleus... Continue Reading →

Medusa, regina di Sardegna

Per i greci era la Regina d'Occidente. Per i romani era la Regina di Sardegna, figlia di Forco il marinaio, Re di Sardegna e Corsica. Per i sardi era una bellissima regina, dai lunghi capelli, che lottava e cavalcava, guidando il popolo sardo. A Samugheo e a Lotzorai esistono i castelli di Medusa. Si narrano... Continue Reading →

Doddore, l’italia e i sardi indifferenti

Doddore Meloni è morto. In carcere. 74 anni, in carcere per evasione fiscale (altri evasori molto più grandi hanno concordato sconti e sono ancora dei modelli di virtù nel sistema italiano) quando solo lo 0,007% degli evasori va in carcere. Mentre si discuteva se dare una morte dignitosa a Totò Riina, Meloni non otteneva i... Continue Reading →

La “costante resistenziale” primitiva nella musica campidanese: cantus a sa bastascina

Secondo Giulio Fara, etnomusicologo di inizio novecento, la musica campidanese ha tenuto maggiori elementi primitivi e originari, rispetto al resto della musica sarda. "Come i proverbi sono la saggezza dei popoli, così la musica ne è l'anima; dalla musica popolare deriva tutta l'altra: essa risale attraverso i secoli fino alle origini della parola." (...) "Musiche... Continue Reading →

Moda a sa Sardigna, poesia di Peppe Montesu

La tecnica della retrograda, consiste nel modificare l'ordine della frase, trovando nuove soluzioni in rima, con altre frasi, anch'esse in retrograda. Molto usata nella poesia sarda (specialmente nei mutetus longus campidanesi), la difficoltà sta nel trovare nella stessa frase più rime incrociandole con altre frasi retrograde. Particolarmente interessante l'ultimo fiore, all'inizio, in cui riesce ad... Continue Reading →

Canzone contro l’occupazione militare e industriale: un “gòciu” di Enea Danese

La protesta può prendere varie forme: Manifestazioni, scioperi, libri, articoli giornalistici, manifesti, volantini, poesie, murales, canzoni. Una di queste canzoni tradizionali sarde, è "su gòciu". In genere i gòcius sono dei canti religiosi dedicati ai santi, ma vengono eseguiti anche per scopi civili. Ecco un esempio di gòciu religioso, dedicato al martire Sant'Efisio, uno dei... Continue Reading →

La terra delle Muse

Il gesuita trentino Antonio Bresciani, diceva nel 1850: " Perch' io vi prometto, che in Gallura e in Barbagia (n.d.r., non era stato in Campidano evidentemente), e per tutte le montane parti dell'Isola vi menerei per mano a udir pastori e bifolchi dialogizzare le ore intere per versi all'improvviso, con tale grazia, vivacità, arguzia e... Continue Reading →

Atitidus della vendetta

Gli atitidus sono poesie improvvisate dalle atitadoras, donne anziane che con il canto dovevano strappare più lacrime possibili alla gente. Ricordavano le gesta e le virtù del morto, ma qualche volta incitavano alla vendetta. Furono proibiti per questo motivo. L'AN MORTU CHENTZA NECHE (L'hanno ucciso senza colpa) Una binza e un'ortu ( Una vigna e... Continue Reading →

La modestia e la superbia del grano

S'ispiga ch'est piena est ingranida (La spiga che è piena di grano) s'inchinat e abasciat tot'umile (si inchina e abbassa umilmente) sa boida, ca est vana, istat fichida, (la vuota, perché è vana e diritta) s'insuperbit fozosa e signorile: (si insuperbisce fogliosa e signorile) umil'est cudda ed est apretziada, (umile e apprezzata è quella ) superb'est... Continue Reading →

Ciò che i nazisti hanno imparato dai Savoia

Massacro di Pontelandolfo e Casalduni Pontelandolfo è noto per essere stato, insieme a Casalduni e a Campolattaro, il 14 agosto 1861, teatro di un eccidio, perpetrato dal Regio Esercito italiano. Dopo l'unità d'Italia, circa duecento "briganti" (o semplicemente partigiani filo-borbonici anti savoia) capeggiati dal cerretese Cosimo Giordano, uccisero 1 ufficiale, 40 soldati e 4 carabinieri, del... Continue Reading →

Il mistero della tomba di Eleonora di Arborea

A San Gavino Monreale, terra di confine del vecchio giudicato di Arborea con il giudicato di Cagliari, sorge la chiesetta di San Gavino Martire. Fu fatta costruire intorno al 1347, da Mariano IV, giudice d'Arborea, e forse completata dalla leggendaria figlia, Eleonora. Infatti lo storico Francesco Cesare Casula scoprì qui il vero volto di Eleonora... Continue Reading →

Sardi si nasce, o si diventa?

Ha suscitato dibattito e scalpore la foto in costume sardo della barista cubana. Cosa significa essere sardi? Appartenere ad un territorio, è diverso da nascere in un territorio. Mia nonna, è nata da genitori sardi, in Francia ed ha vissuto i primi 6 anni di vita lì, prima di tornare in Sardegna. Non si sarebbe... Continue Reading →

L'”uomo a tre gambe” della chiesa di Selargius

Riuscite ad individuarlo? Si trova in alto a sinistra. Nella chiesetta di San Giuliano a Selargius (pochi km da Cagliari) sul lato esterno, nella parte alta, una strana figura si rivolge ai selargini che entrano dal cancello. I selargini l'hanno sempre chiamato: "S'omini a tres cambas", letteralmente "l'uomo con tre gambe", tra risate e occhiatine. Inutile... Continue Reading →

Domenico Simon, illuminista eccentrico e rivoluzionario algherese

Fu un agiato illuminista sardo, di origini liguri, trapiantato ad Alghero. Appassionato della Sardegna, si occupa di migliorare l'agricoltura, la pastorizia introducendo innovazioni e scrivendo dei poemetti. Durante il periodo della sarda rivoluzione di fine settecento, sposò la causa autonomistica e aderì alle nuove idee di libertà e democrazia. La feroce repressione savoiarda chiuse quella... Continue Reading →

Sa scomuniga de Predi Antiogu

La scomunica del Prete Antiogu, è una poesia-commedia in rima, di un anonimo dell''800. La storia, studiata anche dal linguista tedesco Wagner, narra di un prete a cui hanno rubato le capre e, dal pulpito della chiesa, lancia strali al pubblico. Il carattere burbero del prete ce lo fa immaginare un tipo simile a don... Continue Reading →

A.A.A. Nuovi intellettuali sardi cercasi

Michelangelo Pira, Antonio Pigliaru, Giovanni Lilliu, Ciccitu Masala, Giuseppe Dessì, Nereide Rudas, Manlio Brigaglia, Bachisio Bandinu, sono i "zigantes" che hanno raccontato (e che continuano a farlo) la transizione di un'epoca. Quella della Sardegna pastorale che si modernizzava. I codici della società pastorale, resistenti da tempi remoti, ormai decriptati, si confrontano con i tempi moderni:... Continue Reading →

Shardana-rock: vino, capelli lunghi e orecchini.

Dal libro di Sergio Frau in poi (Le colonne d'Ercole - Un'inchiesta) si è diffusa in Sardegna una archeo-mania. Atlantide o meno, come una febbre malarica diffusa dalla puntura di una anofele, questa volta benefica, si sono moltiplicati gli studi indipendenti (vedi Leonardo Melis su tutti), la nascita di gruppi su Facebook di appassionati scrittori e... Continue Reading →

Duru Duru, a baddai a baddai

Il Duru duru è un canto tipico sardo, un po' simile all'anninnora, un po' a su ballu tundu, originario della Gallura. Si canta ai bambini per divertimento e per introdurre al ballo. Sotto il video di Ruth e Res Margot, due musicisti svizzeri, appassionati di musica sarda. I disegni sono dei bambini di una scuola elementare di Berna. Ruth... Continue Reading →

Un antico canto perduto: s’Andimironnai

Iandemironnai andire nora ndira iandemironnai. Andemironnai o Iandemironnai è un ritornello che fa da contorno alle strofe di un canto tradizionale, che dettava il ritmo di lavoro, soprattutto quello alle donne. Molti fanno risalire la canzone (dalle parole ormai incomprensibili) ad epoche remotissime, magari all'epoca della mitica e antichissima Nora, città pre-nuragica sommersa, come dimostra un video subacqueo... Continue Reading →

Una leggenda vivente: Gigi Riva

"Andando nelle case dei pastori e negli ovili. Una volta mi portarono in un paesino, a Seui, in provincia di Nuoro mi pare, e sulla credenza di un'anziana, notai anche una mia foto, tra i santini dei suoi genitori. L'amico che mi accompagnava chiese perché c'era la mia foto e la donna, senza riconoscermi, rispose:... Continue Reading →

Il Figlio di Garibaldi: dalla parte dei Briganti, contro i savoia

Il romanticismo dell'unità d'Italia. Oggi 17 Marzo si festeggia l'ennesimo anniversario dell'unità d'Italia. La storia dei libri ce la dipinge come qualcosa di romantico. Poeti che esaltano le odi della patria, inni, pensieri che volano sulle ali. Idealisti,avventurieri, ribelli che sfidano il potere austriaco, società segrete che complottano nelle cantine. Motti rivoluzionari. Tutto molto romantico. Ci... Continue Reading →

Mànigas de oru

Poesia di Giulio Solinas, poeta contemporaneo, di Quartucciu e Quartu S.Elena. A tui modernu paisaneddu, a sa vida appenas affacciau, ‘ollu contai su chi a piccioccheddu de’s bisaius nostus fiat costumau. Pensendu a cantu t’itregai, in carri currit unu striori prexosu chi m’inci torrat a su tempus biviu diciosu. E aicci m’agat in bias connotas... Continue Reading →

A chie t’opprimet linghes

Ma tue, populu, finghes (ma tu popolo fingi) de protestar'e times: (di protestare e hai paura:) de pedire su tou birgonzosu. (restìo a chiedere ciò che ti spetta) A chie t'opprimet linghes, (e lecchi chi ti opprime) e de islancios sublimes (e di slanci sublimi) ses incapaze, zegh'e (sei incapace, cieco e) sonnigosu, (assonnato,) si... Continue Reading →

La paura di non riuscire dei Sardi e l’immobilismo

Prendo alcuni pezzi del libro Lettera a un giovane sardo di Bachisio Bandinu, Edizioni della Torre (1996) e ricompongo a mio piacimento con questo schema. 1 - La scommessa: "Dunque la scommessa è quella di confezionare prodotti industriali, turistici, agro-alimentari che riescano a essere competitivi nel gioco mercantile. Altrimenti il locale si svuota di ogni... Continue Reading →

Sardi delle pianure e delle montagne

«Il Sardo dei monti è un tipo del tutto diverso dal suo fratello della pianura. Mentre questo è di statura piccola, colorito pallido, carattere servile e tradisce chiaramente l’impronta spagnola, il Sardo delle montagne è alto, il sangue gli si gonfia e ribolle nelle vene. È attaccato alla sua vita libera e indomita a contatto con la natura selvaggia.... Continue Reading →

It’ est sa vita

Sa vida est s' amore lontanu, (La vita è l'amore lontano) una cosa bramada e non godida (una cosa bramata e non goduta) tott'in cue est sa vida. (totta qui è la vita) Issa passat currinde onzi die: (Lei passa correndo ogni giorno) mentras ses cun issa discuntentu (mentre sei di lei scontento) si nd' andat... Continue Reading →

Potenzia Cappai, quella che taglia e non cuce mai

Un giorno qualsiasi dell'800, due poeti improvvisatori, Antiogu Bray e Chicheddu Salis incontrarono una donna alla fontana del paese di Lunamatrona, a cui chiesero: “Nara, femina bona: custa e’ Lunamatrona?” "Nara femina giusta: Lunamatrona è custa?" (“Dimmi, giovane buona: questa è Lunamatrona?”, dimmi donna giusta, Lunamatrona è questa?). Lei, pronta alla rima, rispose: Poita mi domandais... Continue Reading →

Deledda e Lussu avevano torto: i sardi sono diversi

Emilio Lussu si autodefinì un cavaliere fenicio. Grazia Deledda scrisse: "Siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi, romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi.[...]" Entrambi avevano torto, smentiti dai risultati del DNA. I sardi attuali hanno continuità con i sardi nuragici e neolitici, che precedono tutte le popolazioni citate dalla Deledda. Neppure i romani, forse quelli che per più... Continue Reading →

Il più piccolo editore del mondo: Tziu Antoni Cuccu

Quando la passione per i libri e per la cultura, va oltre il semplice tornaconto momentaneo. Tziu Antoni Cuccu, umilmente, entra di diritto tra i grandi che hanno "creato" letteratura sarda, salvando dall'oblio centinaia o forse migliaia di poesie estemporanee. Si recava presso le (migliori) gare poetiche estemporanee sarde delle feste paesane, trascriveva i testi, pubblicava i libretti e poi... Continue Reading →

Il labirinto sotterraneo della libertà

Scrive lo storico romano Diodoro Siculo a proposito della tribù sarda che si rifugiò sui monti: «quel popolo (gli Iolei-Ilienses), trasportate le proprie sedi sui monti, abitò certi luoghi impervi e di accesso difficile, ove abituati a nutrirsi di latte e di carni, perché si occupano di pastorizia, non hanno bisogno di grano; e perché... Continue Reading →

Sistema numerale campidanese “analfabeta”

Tramite alcune testimonianze di parenti (di una certa età) scopro che nell''800 a Selargius e a Quartu Sant'Elena esisteva un sistema numerale autoctono, creato per far di conto e tenere traccia dei crediti e debiti con i negozianti. La popolazione analfabeta aveva sviluppato un sistema alternativo, visto che non era diffusa tra il popolo la conoscenza dei... Continue Reading →

Sa limba mea

Cann’in iscola galu minoreddu (quando a scuola ero piccolino) In sardu progaia a faeddare (In sardo solevo parlare) Su mastru meu pro mi mezorare (il mio maestro  per migliorarmi) A corfos mi piccavat de bacheddu (a colpi mi picchiava con la bacchetta) De ainu mi davat su capeddu (mi dava il cappello d'asino) E mi fachiat s’iscola... Continue Reading →

Tziu Efisieddu Lecca [filastrocca sarda]

Tziu Efisieddu Lecca (Sig. Efisieddu Lecca) nc'est arrutu a mari (è caduto in mare) e no dd'ant acutu (e non hanno fatto in tempo) a ndi ddu piscai (a tirarlo fuori) beni tzia Marietedda (viene signora Marietedda) cun sa carrettedda (con la carriola) a ndi ddu portai (per portarlo) derettu a campusantu (dritto in camposanto) s'intendit su prantu (si sente il pianto) de totu... Continue Reading →

Le guerre nei giudicati sardi, spiegate con le mappe

La divisione tra Barbària e Romània durante il periodo romano, dura probabilmente fino al periodo bizantino, con Ospitone che combatte contro il generale Zabarda. Nascita e lotte dei giudicati sardi Intorno al 850 d.C. si formarono i giudicati sardi, indipendenti dai bizantini. Il giudicato di Torres (1259) e, successivamente quello di Gallura (1296) si estinguono.... Continue Reading →

Frastimos (Frasi di Malaugurio)

A chie m’at furadu s’impagliada (A chi mi ha rubato l'impagliata) bonu proe li fettat, bonu proe. (Buon augurio gli faccia, buon augurio) S’est massaju, li molzat unu oe, (Se è contadino, gli muoia un bue) s’est pastore, sa roba tot’anzada. (Se è pastore, la roba tutta "partorita"(?)) E si est unu chi nudda no ada, (E se uno non ha... Continue Reading →

La cultura sarda smarrita, la crisi economica

  Immaginiamo il mercato globale come un tavolo tondo, a cui siedono persone di culture diverse. Ognuno porta contributi diversi. Tutti hanno qualcosa da dire, parlare del proprio modo di vivere presente. Impongono qualcosa alla cultura mondiale. Per cui un inglese porta il suo idioma; un indiano porta lo yoga e le tecniche di meditazione; il giapponese offre... Continue Reading →

Babele sarda: lingua sarda comune, de mesania, nazionale, logudorese, campidanese … etc

Insisto con un altro articolo sulla lingua sarda comune e completo l'articolo precedente. L'argomento è squisitamente politico, quindi aperto a tutti, non è un argomento tecnico e chiuso a linguisti o studenti. Ho scritto nel precedente post, che la lsc va bene per bypassare alcune leggi italiane che ne bloccavano l'insegnamento nella scuola, creando una situazione di... Continue Reading →

Giama a Maimone

Maimone Maimone, (Maimone Maimone) abba cheret su laore, (il seminato ha bisogno di acqua) abba cheret su siccau (la terra secca ha bisogno di acqua) Maimone laudau (Maimone lodato) Durante il carnevale, mentre si portava in processione il fantoccio di canne, si cantava  questa invocazione alla pioggia, e gli si tirava acqua. Alla fine lo si buttava nel fiume.... Continue Reading →

De Andrè e i consigli al “buon Dio”

"La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso". "I sardi a mio parere deciderebbero meglio se fossero indipendenti all'interno di una comunità... Continue Reading →

Carte della Sardegna: mappa dei vini

Noè, quando finì il diluvio, per festeggiare, prese una sbronza epocale (se ne parla ancora oggi)! Nello stesso periodo in Sardegna si coltivava la vigna, seguendo il ritmo delle stagioni: su tempu de pudai (tempo di potare), su tempu de scrazzai e smammai (pulire i ceppi dalle cortecce e togliere l'erba attorno alla vite e creare... Continue Reading →

I poeti cagliaritani: racconti di un tempo dalla città bianca

Casteddu mannu, frori de su mundu, (Cagliari grande, fiore del mondo) Londra terza e Napoli segundu! (Londra terza e Napoli secondo) cantavano un tempo i cagliaritani, a cui risponde Sassari (eterna rivale): Tatari mannu, Cagliari minori (Sassari grande, Cagliari monore) e a tutti risponde Sanluri: Roma capu mundu (Roma capitale del mondo) e Seddori segundu! (Sanluri secondo) (bontà loro, hanno... Continue Reading →

Cartine della Sardegna: strade romane

“Del resto tutte le strade di Sardegna conducono a Cagliari. Nonostante Cagliari, pur in Sardegna, non sia propriamente Sardegna”. Salvatore Cambosu, Miele amaro, Ed. Il maestrale, pag. 25   Itinerarium Antonini Contiene la descrizione delle principali vie che attraversano le province dell'impero romano: la litoranea orientale chiamata a portu Tibulas Caralis (toccava la Gallura, la... Continue Reading →

L’attualità della poesia-denuncia di Peppino Mereu

Peppino Mereu, nato a Tonara (provincia di Nùoro)  nel 1872, fu un poeta inserito nella corrente della scapigliatura. Impressiona l'attualità di alcune poesie, che sembrano scritte oggi. Per esempio sui laureati-spiantati. Pensavo fosse un problema esclusivamente odierno, dovuto al sovraffollamento delle Università italiane, rispetto alla richiesta del mercato italiano, fatto da piccole e medie imprese.... Continue Reading →

La poesia contro l’attacco a Cagliari dei rivoluzionari francesi (1793)

La poesia "Sa religione contra sa libertade e s'iguaglianza" fu attribuita al prete-poeta Luca Cubeddu (ma qualcuno la attribuì al poeta prete Pietro Pisursi) un poemetto, andato perduto, fatto di 97 stanze, scritte per il respinto tentativo di invasione dei francesi rivoluzionari del 1792-1793. Alcune tracce vengono citate dal canonico Spano. Eccone alcune: Stanza 83, sulla caducità... Continue Reading →

La poesia ironica e canzonatoria di Pisurzi

Pietro Pisurzi fu un prete, nato (povero) nel nord Sardegna nel 1724. I piemontesi vennero nel 1720, la società sarda era ancora intrisa di cultura spagnola. Ecco alcuni "racconti-mutetus", che sono vere e proprie storielle di paese in cui ci si rispondeva in rima, quotidianamente per sbeffeggiarci o per risolvere delle questioni. Il prete-poeta Pisurzi un giorno vede... Continue Reading →

Web Marketing ed esportazioni della Sardegna

Ph credit: nella copertina un dipinto dell'artista Paolo Laconi  New Economy, commercio elettronico ed economia della Sardegna. [Tesi di laurea] di Ivan Monni (2001) Obiettivo: scoprire le opportunità di Internet per le esportazioni dei prodotti sardi. [Nota 13/01/2017] - Questa tesi è del 2000/2001 e l'abstract è rimasto incastrato nel floppy disk. (per i più giovani,... Continue Reading →

Il cielo dei pastori

S'istella "Venere", chi pro sos antigos Grecia fit su Logu de s'amore, in bidda, la giamant "s'isteddu chenadorzu", proiete cando pigat in chelu, sos massajos 'nde bogant da-e sa bertula pistoccu e casu e cominzant a chenare. ( ndr, da cui probabilmente il nome di "cenabara" o "chenapura" per il venerdì). Su "Sole", issu puru,... Continue Reading →

Ciccittu Masala, il poeta ribelle

"[...] La mia missione evangelica finì lì. Era durata, più o meno, una giornata. Sul far della sera, lasciai il lager e mi avviai verso l'aeroporto, lungo una strada d'asfalto coperta da grandi chiazze di fango e di catrame. Ai lati della strada, alte ciminiere conficcate come croci sopra un calvario di nebbia. Camminai a... Continue Reading →

Fikide, est arveskendhe

Si puru eo sie athesu (Se anche io sono lontano) in d'una isthranza altura (in una straniera altura) su entu de Gallura (il vento di Gallura) mi attidi sa oghe tua  (mi porta la voce tua) E bos bio a unu a unu (e vi vedo ad uno ad uno) bessire dae mattones (uscire dai... Continue Reading →

Salargia, la via del sale nuragica?

Scoperta a Selargius (vicino a Cagliari) una strada nuragica che costeggiando lo stagno Molentargius, collegava Cagliari con Selargius. Che sia la vecchia via nuragica del sale, che i romani hanno ribattezzato con "via Salaria" sarda? Da uno scritto dello storico Raimondo Carta Raspi sappiamo che nel periodo giudicale (1300 d.C. circa) l'antico borgo Selargius era... Continue Reading →

Centu concas, centu ciorbeddus

Centu concas, centu berrittas. (Cento teste, cento cappelli) Centu femminas, ducentus tittas! (Cento femmine, duecento seni) recita un proverbio sardo, ad indicare l'individualismo dei sardi, la mancanza di cooperazione e anche un po' di invidia. Scriveva Emilio Lussu che "[...] la disunione è la nostra prima impronta. Noi siamo tutti [...] malamente individualisti, con tutti i... Continue Reading →

Eleonora d’Arborea nelle leggende popolari

Gabriella Da Re analizza la leggenda di Eleonora secondo P. Lutzu, studioso di tradizioni popolari di San Vero Milis, che nell'ottocento aveva raccolto le leggende e fa delle interviste sul campo alla ricerca del mito di Eleonora. Sa sarda Eleonora d'Arborea (La sarda Eleonora d'Arborea) fi fizza de su prode Marianu (era figlia del prode Mariano) generada... Continue Reading →

I nuovi “tres Gurreis”

Sincretismo civile-religioso Jaja mia is tres Gurreis abettàda Mamma mia  sa Befana festeggiàda Arregalus meda deu appu arriccìu, de Bambinu Gesù filla mia "Babbu Nadali" abèttada a conca a sùsu (mia nonna i tre Re Magi aspettava) (mia mamma la Befana festeggiava) (Molti regali io ho ricevuto da Gesù Bambino) (mia figlia Babbo Natale aspetta a... Continue Reading →

[Breve filastrocca triste] Amazon e il monopolio mondiale del commercio

[Breve filastrocca triste] Nara Metcalfe*: (Dice Metcalfe*:) "cun sa lei mia s'emmu avvisau ("con la mia legge vi avevo avvisato) in is retis seis intrappolaus" (nelle reti siete intrappolati") Su buttegheri c'hadi bogau (Il commerciante ha cacciato) su magasineri currendi s'esti azzoppiau (il magazziniere correndo si è azzoppato) su traballadori, scetti a Paschixedda hadi traballau (il... Continue Reading →

Cabilia, la terra dei Cabilli

In Sardegna gli abitanti del sud chiamano Cabilli (o Gabillus) gli abitanti del centro-nord. Esiste anche una regione berbera dell'Algeria, chiamata appunto Cabilia o terra dei Cabilli. La Cabilia africana ha sempre cercato di mantenere la sua indipendenza, prima dai romani, che cercarono in tutti i modi di sopprimere le ribellioni dei berberi e, nei secoli,... Continue Reading →

Forzis Re Ospitone

Forzis   Rè   Ospitone   est   gal' ishidu (Forse Re Ospitone è sveglio) a   dromi   pahu    unu    guvernadore. (dorme poco un governatore) Passiza     un    Basili     su     Dottore  (passeggia Basilio il Dottore) sa  notte  in  mancosu e perdu didu  Animas   l' han'... Continue Reading →

Non chiamatela più “Emergenza migranti”

Prendo spunto da questo articolo apparso nell'Unione Sarda del 16/12/2016 L'errore sta tutto nella parola: "Emergenza". E in quella parola risuona l'assenza della classe politica. Nel senso di assenza di strategia di medio-lungo termine. Ormai l'"Emergenza" va avanti da qualche decennio e, secondo me, è venuta l'ora di ragionare in termini di programmazione e strategia. Per... Continue Reading →

Pirati e tesori della Capitana di Is Mortorius: ricostruita la storia

C'era una volta un pirata saraceno, terrore del Mediterraneo, affamato di ricchezze e difensore della religione mussulmana. Attaccò e conquistò la Spagna e le Baleari. Attaccò la Corsica. Attaccò la Sicilia. Attaccò perfino le Repubbliche marinare Genova e Pisa. E attaccò anche la Sardegna. Già, la Sardegna! Era una base centrale nel Mediterraneo, trampolino per nuovi attacchi... Continue Reading →

La passerella dei padroni

LA PASSERELLA L'isola fu, nel Mediterraneo, la passerella dei conquistatori: ogni ribaldo che venne da fuori ottenne almeno un feudo temporaneo. Oggi, ancora, se un invadente estraneo aspira a conquistarsi nuovi allori, verrà scelto dai nostri reggitori innanzi a ogni aspirante conterraneo. Vige il mito dell'ospitalità col motto: " il miglior letto al forestiero! Per... Continue Reading →

Tiu Bustianu Sale (poesia di Montanaru)

Un giovane ragazzo va sui monti per cercare Tiu Bustianu, un vecchio ancora temuto per le sue gesta giovanili. Il vecchio racconta che orfano, da bambino iniziò a fare il porcaro, senza abiti e quasi senza pane. Da ragazzo costituì il suo allevamento, "rubando", ma gli è testimone Dio, non è un ladro. Una volta in... Continue Reading →

La ricchezza del sale di Cagliari

Dai racconti di un mio zio di Quartu Sant'Elena, il cui padre era capo del personale delle saline di Cagliari, scopro un mondo oggi ormai sconosciuto. La raccolta del sale, come la mietitura del grano o la vendemmia dell'uva, aveva le annate buone o cattive. La buona o cattiva annata dipendeva da quanto buono era... Continue Reading →

Tzacca manedda, filastrocca sarda

Tzacca manedda, tzacca manedda (batti manine, batti manine) tzacca manedda chi 'enit babbai (batti manine che viene papà) e ti portada a ciucciù a cuaddu (e ti porta in giro a cavallo) e ti portada a ciuciù a Casteddu (e ti porta in giro a Cagliari) e ti comprada unu bistireddu ( e ti compra... Continue Reading →

Andiamo a comandare… in Sardegna forse

Prendo spunto da un post su Facebook, ironico e auto-celebrativo, ma parzialmente falso (oltre che sgrammaticato 🙂 ). Infatti in Sardegna non comandano i sardi. La chiave di interpretazione è la consapevolezza. Cioè la mancanza della consapevolezza del momento storico, la mancanza della consapevolezza di essere nazione, la mancanza di comprensione delle intenzioni di "chi viene dal mare". Il... Continue Reading →

Il sangue degli eroi (poesia di Montanaru)

La bellezza e la delicatezza della poesia di Montanaru (Antioco Casula) in queste due poesie. La prima è una poesia d'amore: Muttos  A s'ispuntare 'e sa die (Allo spuntare del giorno) Cuminzan da oriente (Cominciano dall'oriente) Sas istellas a fuire (Le stelle a fuggire) Deo m'ispanto comente (Mi stupisco come) sia potudo vivìre (abbia potuto vivere)... Continue Reading →

Madre, figlio e spirito santo

Sin dall'origine del mondo le entità religiose si ripetono in forme, in tempi e luoghi diversi. In Sardegna il fenomeno del sincretismo religioso è evidentissimo. C'era la dea madre, creatrice dell'universo, ritrovata, sotto forma di statuetta, in mano ai defunti, posti in posizione fetale dentro le domus de janas. Cioè dentro il ventre della madre... Continue Reading →

La sedia del Paraninfo

Ovvero Sa cadira 'e su Paralimpu Sa cadira de su paralimpu era una sedia sgangherata che veniva offerta al paraninfo per rifiutare la richiesta di matrimonio da parte di una persona, di cui il paraninfo era solo l'ambasciatore. Le cause principali del rifiuto erano, il parere negativo della figlia, oppure lo status sociale "inferiore"  oppure la poca... Continue Reading →

Ninnananne, atitidus, poesie e banditi sardi

Tre testi che parlano di banditi in diverse situazioni: una ninnananna, una poesia, un attittidu (pianto di morte). Ninnananna Fizzu e su coro meu benedittu,  (Figlio del mio cuore benedetto,) canno ser mannu diventes banditu (quando sarai grande ti auguro di diventare bandito.) T’azudet sa Mamma Soberana, (Ti aiuti la Madonna) a diventare capu 'e... Continue Reading →

Noi siamo sardi (G.Deledda)

Siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi, romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi. Siamo le ginestre d'oro giallo che spiovono sui sentieri rocciosi come grandi lampade accese. Siamo la solitudine selvaggia, il silenzio immenso e profondo, lo splendore del cielo, il bianco fiore del cisto. Siamo il regno ininterrotto del lentisco, delle onde che ruscellano i graniti antichi, della... Continue Reading →

Il ritorno di S’Erkitu

I - S'Erkitu, l'uomo-toro della Sardegna delle leggende popolari (1953, un giorno di Febbraio) L'urlo spezza il silenzio della fredda notte. Un fortissimo muggito gela il sangue della gente del villaggio di Serdaxu (Serdagiu). S'Erkitu, l'uomo-toro delle leggende sarde, condannato a trasformarsi per aver commesso un grave reato non punito, è tornato. Qualcuno morirà entro breve... Continue Reading →

Mr. Mill, Joyce e la spy story sarda

Ecco cosa succede se metti insieme: un eroe di guerra sardo, fondatore del Partito Sardo d'Azione, anti-fascista latitante, evaso dal carcere di Lipari dopo essere stato condannato per aver ucciso un fascista che, assieme ad un centinaio di fascisti, lo asserragliava per una spedizione punitiva; una bellissima antifascista, poetessa, traduttrice di poesie, femminista ante-litteram, esperta... Continue Reading →

Gli Shardana stavano nel Sud Sardegna?

Perché gli Shardana stavano al sud Sardegna? I toponimi sardi parlano chiaro, e per somiglianza incredibile con Shardana, abbiamo: -Serdiana sta al sud -Sardara sta al sud -Sarcidano sta al centro-sud -Serriana e Serrianedda sono delle campagne a Selargius (proiettate verso Serdiana e Dolianova) dove sono state trovate oltre 400 capanne neolitiche. -Il suffisso Ser/Sar/Sir... Continue Reading →

Musica in Sardegna e rivoluzione antropologica degli anni ’70

La Sardegna musicale degli anni '70 è stata attraversata da una ondata di musicisti che,  hanno fatto largo uso della comicità come elemento caratteristico. Parafrasando i b-movie italiani dello stesso periodo (Pierino, Lando Buzzanca, Montagnani, etc.), tanto amati da Quentin Tarantino, possiamo definire questi musicisti da b-song sardi. Ma musica comica non significa per forza superficiale.... Continue Reading →

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