Le avventure di Marianu “su Margianu”: la ribellione al re (2° parte)

Mariano iniziò a regnare nel Giudicato d'Arborea proseguendo sulla scia della politica paterna, come alleato degli aragonesi. Ad accendere la miccia tra il Giudice Mariano IV e il re aragonese don Pietro, fu un dissidio tra Mariano e suo  fratello Giovanni. Il re aragonese, don Pedro, considerandosi il re di tutta la Sardegna, in base... Continue Reading →

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Inzunzos, ghetaus a cuccuru

Insulti, sulla groppa. "Gei no mi ddu ghetant a cucuru" diceva mia nonna, cioè non mi rimarrà in groppa, s'allomingiu. Quando il fatto non era tale da meritare un nomignolo. Inzunzos (Inzullos, nella variante campidanese della lingua sarda) sono dei motteggi ingiuriosi, che si davano ai nomi di persona. Andrea Andria, Andria (Andrea, Andrea) Sa pudda... Continue Reading →

Tziu Paddori, Sergio Atzeni e i misturi linguistici

"Eravamo d'accordo perché le lingue perdano il loro orgoglio ed entrino nell'umiltà dei linguaggi, dei linguaggi liberi, dei linguaggi folli, dei trasalimenti che li rendono disponibili a tutte le lingue del mondo. Eravamo d'accordo perché una traduzione non sia una chiarificazione, ma diventi la messa a disposizione di un elemento della diversità del mondo in... Continue Reading →

Medusa, regina di Sardegna

Per i greci era la Regina d'Occidente. Per i romani era la Regina di Sardegna, figlia di Forco il marinaio, Re di Sardegna e Corsica. Per i sardi era una bellissima regina, dai lunghi capelli, che lottava e cavalcava, guidando il popolo sardo. A Samugheo e a Lotzorai esistono i castelli di Medusa. Si narrano... Continue Reading →

La “costante resistenziale” primitiva nella musica campidanese: cantus a sa bastascina

Secondo Giulio Fara, etnomusicologo di inizio novecento, la musica campidanese ha tenuto maggiori elementi primitivi e originari, rispetto al resto della musica sarda. "Come i proverbi sono la saggezza dei popoli, così la musica ne è l'anima; dalla musica popolare deriva tutta l'altra: essa risale attraverso i secoli fino alle origini della parola." (...) "Musiche... Continue Reading →

Sardi si nasce, o si diventa?

Ha suscitato dibattito e scalpore la foto in costume sardo della barista cubana. Cosa significa essere sardi? Appartenere ad un territorio, è diverso da nascere in un territorio. Mia nonna, è nata da genitori sardi, in Francia ed ha vissuto i primi 6 anni di vita lì, prima di tornare in Sardegna. Non si sarebbe... Continue Reading →

L'”uomo a tre gambe” della chiesa di Selargius

Riuscite ad individuarlo? Si trova in alto a sinistra. Nella chiesetta di San Giuliano a Selargius (pochi km da Cagliari) sul lato esterno, nella parte alta, una strana figura si rivolge ai selargini che entrano dal cancello. I selargini l'hanno sempre chiamato: "S'omini a tres cambas", letteralmente "l'uomo con tre gambe", tra risate e occhiatine. Inutile... Continue Reading →

Potenzia Cappai, quella che taglia e non cuce mai

Un giorno qualsiasi dell'800, due poeti improvvisatori, Antiogu Bray e Chicheddu Salis incontrarono una donna alla fontana del paese di Lunamatrona, a cui chiesero: “Nara, femina bona: custa e’ Lunamatrona?” "Nara femina giusta: Lunamatrona è custa?" (“Dimmi, giovane buona: questa è Lunamatrona?”, dimmi donna giusta, Lunamatrona è questa?). Lei, pronta alla rima, rispose: Poita mi domandais... Continue Reading →

Il più piccolo editore del mondo: Tziu Antoni Cuccu

Quando la passione per i libri e per la cultura, va oltre il semplice tornaconto momentaneo. Tziu Antoni Cuccu, umilmente, entra di diritto tra i grandi che hanno "creato" letteratura sarda, salvando dall'oblio centinaia o forse migliaia di poesie estemporanee. Si recava presso le (migliori) gare poetiche estemporanee sarde delle feste paesane, trascriveva i testi, pubblicava i libretti e poi... Continue Reading →

Tziu Efisieddu Lecca [filastrocca sarda]

Tziu Efisieddu Lecca (Sig. Efisieddu Lecca) nc'est arrutu a mari (è caduto in mare) e no dd'ant acutu (e non hanno fatto in tempo) a ndi ddu piscai (a tirarlo fuori) beni tzia Marietedda (viene signora Marietedda) cun sa carrettedda (con la carriola) a ndi ddu portai (per portarlo) derettu a campusantu (dritto in camposanto) s'intendit su prantu (si sente il pianto) de totu... Continue Reading →

Giama a Maimone

Maimone Maimone, (Maimone Maimone) abba cheret su laore, (il seminato ha bisogno di acqua) abba cheret su siccau (la terra secca ha bisogno di acqua) Maimone laudau (Maimone lodato) Durante il carnevale, mentre si portava in processione il fantoccio di canne, si cantava  questa invocazione alla pioggia, e gli si tirava acqua. Alla fine lo si buttava nel fiume.... Continue Reading →

De Andrè e i consigli al “buon Dio”

"La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso". "I sardi a mio parere deciderebbero meglio se fossero indipendenti all'interno di una comunità... Continue Reading →

Carte della Sardegna: mappa dei vini

Noè, quando finì il diluvio, per festeggiare, prese una sbronza epocale (se ne parla ancora oggi)! Nello stesso periodo in Sardegna si coltivava la vigna, seguendo il ritmo delle stagioni: su tempu de pudai (tempo di potare), su tempu de scrazzai e smammai (pulire i ceppi dalle cortecce e togliere l'erba attorno alla vite e creare... Continue Reading →

I poeti cagliaritani: racconti di un tempo dalla città bianca

Casteddu mannu, frori de su mundu, (Cagliari grande, fiore del mondo) Londra terza e Napoli segundu! (Londra terza e Napoli secondo) cantavano un tempo i cagliaritani, a cui risponde Sassari (eterna rivale): Tatari mannu, Cagliari minori (Sassari grande, Cagliari monore) e a tutti risponde Sanluri: Roma capu mundu (Roma capitale del mondo) e Seddori segundu! (Sanluri secondo) (bontà loro, hanno... Continue Reading →

La poesia ironica e canzonatoria di Pisurzi

Pietro Pisurzi fu un prete, nato (povero) nel nord Sardegna nel 1724. I piemontesi vennero nel 1720, la società sarda era ancora intrisa di cultura spagnola. Ecco alcuni "racconti-mutetus", che sono vere e proprie storielle di paese in cui ci si rispondeva in rima, quotidianamente per sbeffeggiarci o per risolvere delle questioni. Il prete-poeta Pisurzi un giorno vede... Continue Reading →

Il cielo dei pastori

S'istella "Venere", chi pro sos antigos Grecia fit su Logu de s'amore, in bidda, la giamant "s'isteddu chenadorzu", proiete cando pigat in chelu, sos massajos 'nde bogant da-e sa bertula pistoccu e casu e cominzant a chenare. ( ndr, da cui probabilmente il nome di "cenabara" o "chenapura" per il venerdì). Su "Sole", issu puru,... Continue Reading →

Centu concas, centu ciorbeddus

Centu concas, centu berrittas. (Cento teste, cento cappelli) Centu femminas, ducentus tittas! (Cento femmine, duecento seni) recita un proverbio sardo, ad indicare l'individualismo dei sardi, la mancanza di cooperazione e anche un po' di invidia. Scriveva Emilio Lussu che "[...] la disunione è la nostra prima impronta. Noi siamo tutti [...] malamente individualisti, con tutti i... Continue Reading →

Eleonora d’Arborea nelle leggende popolari

Gabriella Da Re analizza la leggenda di Eleonora secondo P. Lutzu, studioso di tradizioni popolari di San Vero Milis, che nell'ottocento aveva raccolto le leggende e fa delle interviste sul campo alla ricerca del mito di Eleonora. Sa sarda Eleonora d'Arborea (La sarda Eleonora d'Arborea) fi fizza de su prode Marianu (era figlia del prode Mariano) generada... Continue Reading →

I nuovi “tres Gurreis”

Sincretismo civile-religioso Jaja mia is tres Gurreis abettàda Mamma mia  sa Befana festeggiàda Arregalus meda deu appu arriccìu, de Bambinu Gesù filla mia "Babbu Nadali" abèttada a conca a sùsu (mia nonna i tre Re Magi aspettava) (mia mamma la Befana festeggiava) (Molti regali io ho ricevuto da Gesù Bambino) (mia figlia Babbo Natale aspetta a... Continue Reading →

[Breve filastrocca triste] Amazon e il monopolio mondiale del commercio

[Breve filastrocca triste] Nara Metcalfe*: (Dice Metcalfe*:) "cun sa lei mia s'emmu avvisau ("con la mia legge vi avevo avvisato) in is retis seis intrappolaus" (nelle reti siete intrappolati") Su buttegheri c'hadi bogau (Il commerciante ha cacciato) su magasineri currendi s'esti azzoppiau (il magazziniere correndo si è azzoppato) su traballadori, scetti a Paschixedda hadi traballau (il... Continue Reading →

Pirati e tesori della Capitana di Is Mortorius: ricostruita la storia

C'era una volta un pirata saraceno, terrore del Mediterraneo, affamato di ricchezze e difensore della religione mussulmana. Attaccò e conquistò la Spagna e le Baleari. Attaccò la Corsica. Attaccò la Sicilia. Attaccò perfino le Repubbliche marinare Genova e Pisa. E attaccò anche la Sardegna. Già, la Sardegna! Era una base centrale nel Mediterraneo, trampolino per nuovi attacchi... Continue Reading →

La ricchezza del sale di Cagliari

Dai racconti di un mio zio di Quartu Sant'Elena, il cui padre era capo del personale delle saline di Cagliari, scopro un mondo oggi ormai sconosciuto. La raccolta del sale, come la mietitura del grano o la vendemmia dell'uva, aveva le annate buone o cattive. La buona o cattiva annata dipendeva da quanto buono era... Continue Reading →

Tzacca manedda, filastrocca sarda

Tzacca manedda, tzacca manedda (batti manine, batti manine) tzacca manedda chi 'enit babbai (batti manine che viene papà) e ti portada a ciucciù a cuaddu (e ti porta in giro a cavallo) e ti portada a ciuciù a Casteddu (e ti porta in giro a Cagliari) e ti comprada unu bistireddu ( e ti compra... Continue Reading →

Madre, figlio e spirito santo

Sin dall'origine del mondo le entità religiose si ripetono in forme, in tempi e luoghi diversi. In Sardegna il fenomeno del sincretismo religioso è evidentissimo. C'era la dea madre, creatrice dell'universo, ritrovata, sotto forma di statuetta, in mano ai defunti, posti in posizione fetale dentro le domus de janas. Cioè dentro il ventre della madre... Continue Reading →

La sedia del Paraninfo

Ovvero Sa cadira 'e su Paralimpu Sa cadira de su paralimpu era una sedia sgangherata che veniva offerta al paraninfo per rifiutare la richiesta di matrimonio da parte di una persona, di cui il paraninfo era solo l'ambasciatore. Le cause principali del rifiuto erano, il parere negativo della figlia, oppure lo status sociale "inferiore"  oppure la poca... Continue Reading →

Il ritorno di S’Erkitu

I - S'Erkitu, l'uomo-toro della Sardegna delle leggende popolari (1953, un giorno di Febbraio) L'urlo spezza il silenzio della fredda notte. Un fortissimo muggito gela il sangue della gente del villaggio di Serdaxu (Serdagiu). S'Erkitu, l'uomo-toro delle leggende sarde, condannato a trasformarsi per aver commesso un grave reato non punito, è tornato. Qualcuno morirà entro breve... Continue Reading →

Sardi, popolo di poeti… ma solo in lingua sarda

In Sardegna esistono ancora i tradizionali poeti estemporanei, che riescono ad andare avanti per delle ore improvvisando rime, sfidando altri poeti, tessendo degli argomenti, con delle fini metafore e riferimenti colti. Ma qui non parleremo di questi poeti, antichi aedi discendenti di Omero, ma del resto della popolazione che, in qualche modo, assorbiva l'arte dei grandi maestri... Continue Reading →

Goda, vandalo ribelle, I Re di Sardegna

C'era una volta un Re di Sardegna. Dimenticato da tutti. Dimenticata la sua rivolta. Dimenticato il suo breve Regno di Sardegna. Tra le pieghe della storia Sarda ufficiale, tra le conquiste dei Cartaginesi, Romani, Vandali e Bizantini, c'è un pezzettino di questa storia dimenticata da quasi tutti e, ai più, mai narrata. Si tratta di un vandalo... Continue Reading →

Osiride e S.Isidoro, zappaterra mai stanchi da millenni

Osiride è la divinità egizia della morte e dell'oltretomba. Ma Osiride è anche il dio della fertilità e dell'agricoltura e veniva festeggiato durante la raccolta del grano. Assieme ad Iside civilizzò l'umanità, insegnando all'umanità a coltivare. Secondo Paolo Valente Poddighe (Atlantide Sardegna, edizioni Muros, 2006), scrittore e studioso sardo, Osiride veniva da occidente, da cui... Continue Reading →

Ho trovato l’Erbaluzza!!!

Sergio Atzeni, uno dei migliori scrittori sardi (a parer mio)  scriveva non inventando, ma cercando storie vere che riproponeva con il suo modo di raccontare affabulatorio. Ad esempio, nell'Apologo del giudice bandito, il romanzo inizia con un processo della corte spagnola alle cavallette. Ovviamente si tratta di una invenzione letteraria in questo caso... E invece... Continue Reading →

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