Che fine ha fatto la (sottovalutata) commedia sarda?

conLa commedia popolare sarda, un tempo di moda tra il popolo (perlopiù in Campidano), al pari delle altre arti culturali sarde, si trova in un periodo di declino, se non proprio di crisi terminale. Sottovalutata, per il basso valore letterario, prima di tutto dagli intellettuali, è finita nel dimenticatoio. Se n'era occupato invece Francesco Masala... Continue Reading →

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Canzone contro l’occupazione militare e industriale: un “gòciu” di Enea Danese

La protesta può prendere varie forme: Manifestazioni, scioperi, libri, articoli giornalistici, manifesti, volantini, poesie, murales, canzoni. Una di queste canzoni tradizionali sarde, è "su gòciu". In genere i gòcius sono dei canti religiosi dedicati ai santi, ma vengono eseguiti anche per scopi civili. Ecco un esempio di gòciu religioso, dedicato al martire Sant'Efisio, uno dei... Continue Reading →

A.A.A. Nuovi intellettuali sardi cercasi

Michelangelo Pira, Antonio Pigliaru, Giovanni Lilliu, Ciccitu Masala, Giuseppe Dessì, Nereide Rudas, Manlio Brigaglia, Bachisio Bandinu, sono i "zigantes" che hanno raccontato (e che continuano a farlo) la transizione di un'epoca. Quella della Sardegna pastorale che si modernizzava. I codici della società pastorale, resistenti da tempi remoti, ormai decriptati, si confrontano con i tempi moderni:... Continue Reading →

Il cielo dei pastori

S'istella "Venere", chi pro sos antigos Grecia fit su Logu de s'amore, in bidda, la giamant "s'isteddu chenadorzu", proiete cando pigat in chelu, sos massajos 'nde bogant da-e sa bertula pistoccu e casu e cominzant a chenare. ( ndr, da cui probabilmente il nome di "cenabara" o "chenapura" per il venerdì). Su "Sole", issu puru,... Continue Reading →

Ciccittu Masala, il poeta ribelle

"[...] La mia missione evangelica finì lì. Era durata, più o meno, una giornata. Sul far della sera, lasciai il lager e mi avviai verso l'aeroporto, lungo una strada d'asfalto coperta da grandi chiazze di fango e di catrame. Ai lati della strada, alte ciminiere conficcate come croci sopra un calvario di nebbia. Camminai a... Continue Reading →

Centu concas, centu ciorbeddus

Centu concas, centu berrittas. (Cento teste, cento cappelli) Centu femminas, ducentus tittas! (Cento femmine, duecento seni) recita un proverbio sardo, ad indicare l'individualismo dei sardi, la mancanza di cooperazione e anche un po' di invidia. Scriveva Emilio Lussu che "[...] la disunione è la nostra prima impronta. Noi siamo tutti [...] malamente individualisti, con tutti i... Continue Reading →

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