Cronache di Biddafraddoca 6: – Centus cropus de bastoni

… continua dal precedente episodio

Dopo altri 3 lunghi mesi di siccità,  in su mes’ ‘e ladàmini, la pioggia diede tregua ai campi e al bestiame. L’odore della terra inciusta invase gli animi.

Tzìvina tzìvina, su tempus si mudat in stracìa.
Come spesso accade, piovve troppo e il fiume riu Inciustu esondò.
“A candu nudda, a candu tropu”, dissero gli anziani.

Il paese fu colpito gravemente, soprattutto per via delle nuove costruzioni di proprietà di Mussingallone, che stavano  proprio nell’alveo del fiume.
Case abusive, immediatamente condonate dal sovrano stesso.

Al tempo della costruzione e del condono, Jacu aveva obiettato: “Condonando l’abusivismo non fermerai il fiume. Il fiume non riconosce le leggi dell’uomo”.

Mussingallone aveva messo su a Biddafraddoca una radio, una televisione e un giornale di sua proprietà e, per convincere la popolazione ad acquistare le case, aveva chiamato un noto personaggio televisivo.

Antoni Babasoni, il figlio di tziu Niàtziu Tontatzu, su carnatzeri, vedendo il vip aveva chiesto: “babbu babbu, chini est cussu?”.
“Magalli!”, rispose Niatziu Tontatzu.
“Cussu!” replicò il figlio.
“Magalli!”, ri-rispose Niatziu.
“Cussu!” ri-replicò il figlio.
Avevano continuato fino a notte fonda, finché stanchi dal botta e risposta, avevano deciso di acquistare una casa, indebitandosi con le banche, ipotecando i terreni ereditati.
Erano stati imitati da parecchie persone, in paese.

La conseguenza fu che le case e  le strade si allagarono. Le pecore furono portate in cima al monte, mentre ai maiali fu insegnato a nuotare.

Maistu Ambrògiu disse: “Àcua inciusta, totu ammòddiat!”, e tutti in paese assentirono a sa sabidoria del vecchio saggio dalla lunga barba bianca.

Pare che questa volta il rosario organizzato da Maria Oppu, secondo l’antica tecnica del doppio carpiato con avvitamento, avesse funzionato, perché tot’in-d-una, smise di piovere.
E iniziò la conta dei danni.

Auto galleggianti, merce dei negozi da buttare, laghi allagati, ma la chiesa subì i danni maggiori, per via delle tegole mancanti nel tetto e delle infiltrazioni.

Mussingallone organizzò una raccolta fondi per ricostruirla, e da qui cominciò la ricostruzione del paese, seguendo le antiche regole de “sa Paradura” e de “s’Agiudu torrau”.

Fu mandato Antoni Babasoni, a comprare 15 barattoli di vernice al negozio di ferramenta del paese vicino.

Antoni era stato bambino prodigio.
Già dall’età di 3 anni, riusciva a recitare a memoria le cantadas improvvisate di tziu Melchiorre Murenu di Macomer e di tziu Chicheddu Olata di Quartucciu ed aveva cantato con i grandi poeti, duettando abilmente in rima.

Con rapida eloquenza, fluente arguzia e fini ragionamenti, spiazzava gli avversari mettendo in difficoltà il poeta sfidante, con dotte citazioni della Bibbia, di Omero, di Virgilio, di Dante, di William Blake, di Bukowski, di Garcia Lorca, di Montanaru, di Bittiredda e di Peppino Mereu.

Dopo un anno di scuola imposta da Mussingallone, in cui non si parlava più la lingua Biddafraddochesa e si studiava la storia di Fàulamanna  (in quanto is Biddafraddochesus discendevano da un antico fondatore Faulamannese, chiamato Fàulo Magno) il piccolo Antoni aveva dimenticato tutti i poeti. Parlava con frasi povere e sconclusionate, aveva un vocabolario di 206 parole faulamannesi, e aveva dimenticato quanto faceva 3 x 5.

Quel giorno, prima di incamminarsi verso il vicino paese, su babbu, Niàtziu Tontatzu su carnatzeri, gli disse:”Mi raccomando non dimenticarti quello che devi comprare. 15 barattoli di vernice”
“E se mi dimentico?” risposte Antoni Babasoni.
“Tu ripeti sempre: così 15, così 15, così 15, così 15, così 15, e vedrai che ti ricorderai”.

Antoni partì con il carretto.

Mentre ripeteva: “così 15, così 15, così 15, così 15…”, arrivò vicino a su cuili de su pastori che guardava dispiaciuto la sua pecora morta di vecchiaia.

“Cumenti, così 15?”, disse il pastore, vuoi che muoiano 15 pecore?
“Unu crop’ ‘e bastoni”, e gli diede un colpo di bastone in testa.
“Ohi! e come faccio a ricordarmi, allora?”
“Devi dire, solo questa e nessun’altra”, disse il pastore.

“Solo questa e nessun’altra, solo questa e nessun’altra, solo questa e nessun’altra, solo questa e nessun’altra…” iniziò il povero bambino, finché arrivò vicino ad un cacciatore che aveva appena catturato una lepre.

“Cumenti, solo questa e nessun’altra?”, disse il cacciatore, “pipiu scuminigau!”
“Unu crop’ ‘e bastoni”, e gli diede un colpo di bastone in testa.
“Ohi! e come faccio a ricordarmi, allora?”
“Devi dire, come questo anche un altro”, rispose il cacciatore.

“Come questo anche un altro, come questo anche un altro, come questo anche un altro, come questo anche un altro… ” iniziò a cantilenare allora Antoni, finché arrivò al negozio di ferramenta di Antiogu Tzrupu-a-un-ogu che lo fissava con un occhio bendato.

“Cumenti, come questo anche un altro?”, disse Antiogu, “vuoi vedermi cieco completamente?”.

“Centus cropus de bastoni” e lo rincorse fino a Biddafraddocca cun-d-unu listroni!

continua

Piccolo frasario Biddafraddochese (tradotto letteralmente, in ordine di apparizione):

Mes’ ‘e ladàmini, ottobre, letteralmente mese del letame, mese in cui i contadini concimavano il terreno
Inciusta, bagnata
Tzivina tzivina, leggera pioggerella
Su tempus si, mudat in stracìa, il tempo si mutò in tempesta
A candu nudda, a candu tropu, letteralmente a quando niente, a quando troppo
Riu Inciustu, Fiume del paese, letteralmente fiume bagnato
Su carnatzeri, il macellaio
Àcua inciusta, totu ammòddiat, Acqua bagnata tutto bagna
Sa sabidoria, la saggezza
Babbu babbu, chini est cussu?, Babbo, chi è quello?
Magalli, noto personaggio televisivo. In sardo “Ma calli” (si legge “ma galli”) significa “ma quale”.
Cussu, quello
Tot’in-d-una, all’improvviso
Sa Paradura e S’agiudu torrau, antiche (ma ancora vive) pratiche con cui gli abitanti di una comunità si aiutavano reciprocamente: con sa Paradura i pastori donavano un capo di bestiame a testa per ricostruire il gregge di un pastore sfortunato che lo aveva perso. Con s’agiudu torrau gli abitanti del paese si aiutavano a vicenda, a turno; letteralmente “aiuto reso”.
Babasoni, tontolone
Cantadas, gare poetiche tipiche sarde che durano ore
Su cuili de su pastori, l’ovile del pastore
Cumenti, così 15?, Come così 15?
Unu crop’ ‘e bastoni, un colpo di bastone
Pipiu scuminigau, bambino della malora
Tzrupu-a-un-ogu, Cieco ad un occhio, orbo
Centus cropus de bastoni, cento colpi di bastone
Listroni, bastone

Episodi:

Cronache di Biddafraddoca: Mussingallone, 1° re di Biddafraddoca
Cronache di Biddafraddoca 2: Maistu Giuanni, il cavaliere della fame e il campanile del paese
Cronache di Biddafraddoca 3: Tutti al mare
Cronache di Biddafraddoca 4: Il funerale dell’assessore
Cronache di Biddafraddoca 5: Santu Sadurru in fund”e su putzu
Cronache di Biddafraddoca 6: Centus cropus de bastoni
Cronache di Biddafraddoca 7 : La finanza, la benzina e i figli di troika
Cronache di Biddafraddoca 8: Attacco a Bidda-gei-est-a-froris
Cronache di Biddafraddoca 9: Scherzi da prete
Cronache di Biddafraddoca 10: Sa not’ ‘e Cena, la vigilia di Natale
Cronache di Biddafraddoca 11: Mulleri mia… e una!
Cronache di Biddafraddoca 12: No spoiler XXXX
Cronache di Biddafraddoca 13: No spoiler XXXX

 

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Ogni riferimento a fatti, nomi, persone o cose è puramente casuale.

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