Ritmo di Gialeto: ballata in do diesis minore per un falso re di Sardegna

Il ritmo di Gialeto fu la soluzione all’enigma tutto sardo, su come fossero nati i quattro Giudicati.
Nel 687 d.C. il futuro re Gialeto, guidò i sardi all’indipendenza contro Giustiniano il bizantino, vincendo e dividendo poi la Sardegna in quattro Giudicati, concessi ai 3 fratelli (tenne quello di Carales per se stesso).

Il ritmo di Gialeto, fa parte delle false Carte di Arborea, da non confondersi con la vera Carta de Logu di Arborea. Furono delle pergamene false inventate a metà ottocento, da cui emergeva una Sardegna favolosa, culla della futura “patria” italiana.

L’analisi delle pergamene da parte di Mommsen, uno dei maggiori esperti accademici del tempo decretò senza ombra di dubbio la falsità di tali documenti.
Gli studiosi che avevano sostenuto con entusiasmo la loro veridicità, tra cui lo storico Pietro Martini, risultarono degli sprovveduti tanto più perché i documenti furono acquistati a caro prezzo. 

La vera storia di come siano nati i quattro Giudicati, giace invece in qualche documento negli archivi di Bisanzio, o del Vaticano, o della Repubblica di Amalfi, o di qualche storico arabo o, ancora, in qualche antico Condaghe sardo sepolto in qualche convento.

Questa sotto è una parte del ritmo di Gialeto, l’invenzione di una mitica battaglia per l’indipendenza della Sardegna dal dominio bizantino, nelle Carte d’Arborea.

— 

Il ritmo di Gialeto

[…]

Sottomessa da molteplici genti e padroni
molti mali soffristi e ormai da molti secoli
ma infine hai potuto alleviare il tuo dolore grazie a Gialeto,
chiamato (ad esser) primo re di Sardegna
e nondimeno a Nicolao, Torchitorio ed Inerio,
fratelli giudici e grandemente illustri,
tanto dotti e dotati di discrezione, che Dio li propizi,
la cui grande e splendida opera ora ammiri.
[…]
Il tempio da te (ndr, Sardus Pater) eretto di fronte a Tharros,
il più bello di tutti, e che completa tutti!
E le steli rinvenute, e le piastre in bronzo,
le molte lapidi e statue e le iscrizioni marmoree
e le coppe con inciso il tuo grande nome.
Voi Lesite e Sardara, coniugi devotissimi
capostipiti dei Massari…
Gioisci anche tu poetessa di Cagliari, Inoria,
figlia del liberto troiano Palamende.
Di te conosciamo ugualmente la storia dalle lamine di bronzo.
Grazie a te si compì la sottomissione del popolo degli Ilienti
sotto il pio pretore Azio Balbo e la perenne unione.
[…]
Ma i Romani mai furono simili nel loro agire.
O quanto barbari furono questi quando, schiacciato il popolo,
avidi di ricchezze, argento e oro,
vessatori violenti e terribili banditi,
nemici dei sapienti e delle lettere,
quelli che si nascondevano del tutto nell’oscurità della notte
e nascosti finivano (ndr, continua con dei nomi inventati di Cagliari, Niceso,
Supliano di Sifone Ipsitano di Tirso, Fineo, Seniore e altri sapienti filosofi, grammatici e ottimi poeti).

[…]

Quando per primo si fece re di tutta la Sardegna
contro Giustiniano, che invero ne era il padrone.
Ecco che grande opera faceste o cari fratelli,
tale che non bastano a narrala tutti gli idiomi.
[…]
Gioisci dunque o Sardegna, resa ancor più felice.
Inaugura nuovi canti di gioia e ringraziamento.
Cantate agricoltori, nei modi corretti,
voi pastori mastrucati di pelli lanose,
con i flauti alla maniera fenicia,
voi il piissimo Gialeto, celebrate solennemente
la sua saggezza, la sua pietas e la sua retta giustizia.
Vi sia per lui lode in eterno, nei secoli dei secoli.

 

http://www.deputazionestoriapatriasardegna.it/public/files/628/default/federica-pierazzi-ritmo-gialeto.pdf

Immagine presa da https://www.radiospada.org/2019/03/miti-fiabe-e-leggende-la-fantasia-alla-luce-della-verita-universale/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Col passo di ballu tundu
Al ritmo di dodici ottave
musica soave
sa beridadi est in fundu

 

 

 

 

 

 

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