L’Impresa della Metropolitana Selargina [breve storia triste]

Stramba custa idea chi m’est bènnia!

Vado al lavoro in bici + Metropolitana:
evito lo stress da traffico e parcheggio, non inquino, faccio ginnastica ogni mattina aggratis inserendola tra la routine e non tra gli impegni.

Bella custa idea chi m’est bènnia!

Chiedo all’operatore informazioni, in piazza Repubblica a Cagliari, e mi garantisce che la Metro passa ogni 10 minuti nell’ora di punta e ogni 20 negli altri orari. Beni meda. Si chi mi serbit a mengianu.
Però con la bici si paga un biglietto in più, e negli orari di punta potrebbero non essere accettate, quindi anche il passeggero rimarrebbe a terra, fino al prossimo vagone, sempre che la buona fortuna ti assista.

Per fortuna le bici pieghevoli (E deu cussa mi bolemu comporai!) non pagano il biglietto e hanno maggiori possibilità di entrare.

Faccio un viaggio test per vedere quanto sono pieni i vagoni per capire quante sono le probabilità di stare fuori e fare ritardo.

Arrivo alla Metro alle 8:30, in tempo per arrivare in ufficio alle 9:00
Altro che rockstar; altro che rivoluzione; ufficio dalle 9 alle 18. Va beh.
Ita chi no bandu a traballai!

La stazione è praticamente in campagna, chiedo a mia moglie di accompagnarmi.
Dal giorno dopo sarei andato in bici, poco male.

8:30, ora di punta.
Nessuno ad aspettare, non dico che mi sarei aspettato la fila.
Copertura, radio dalle casse esterne, per alleviare l’attesa.

Alla radio passano pure buona musica: Brown Sugar dei Rolling.
Un cane passeggia nelle vicinanze, scodinzolando.
Bellu callelleddu!

8:35
Passa un treno (non un vagone della Metropolitana) de is biddas.
Dritto senza fermarsi

8:45
Alla radio parlano di Mourinho, in ascolto dai tifosi Juventini.
Parte la chitarra di Mark Knopfler dei Dire Straits. I Sultani del rock sono sempre i Sultani.

Arriva un altro potenziale utente della Metropolitana.
Prima volta anche per lui, quindi non sa nulla.

8:55
Secondo treno de is biddas. Dritto anche questo.
Il cane annoiato va via.

9:05
Rinuncio e vado via anche io, in macchina.

La sera chiedo spiegazioni allo sportello; dall’ operatore scopro che la Metro, nella fermata di Selargius, chiamata Camelie, passa alle 7:36 e poi dopo le 10 a.m..

Questo perché il binario è unico e a quell’ora passa il treno che viene de is biddas, il quale treno, invece, non può fermarsi perché la nuovissima fermata ha una altezza diversa da quella prevista.

Ci sarebbe il tanto di un secondo racconto, di come per fare viale Marconi in bici ci vogliano tutto sommato solo 20 minuti (quindi un ottimo tempo) ma devi fare testamento prima di uscire di casa, e di come se percorri la pista ciclabile, ce ne metti 50 di minuti, perché parti da Monserrato e sbuchi a Su Siccu.

Quindi non rimane che l’auto e viale Marconi!

Con che macchina andiamo?
“Conc’ ‘e macchina” funt is chi ant pentzau custu sistema.

 

Immagine presa da

http://sardegnamagazine.net/la-metropolitana-monserrato-selargius-quartucciu-quartu-santelena/

 

 

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