Antigu Dillu Sardu, una ballata-rock per la Storia della Sardegna libera.

Antigu Dillu Sardu (1°parte), è il 6° singolo dell’album “LE ORECCHIE DEL RE”.

Unu antigu  dillu, un canto tramandato dai poeti improvvisatori, i cantadores, dalla notte dei tempi.
Ognuno aveva il compito di aggiungere un pezzo di storia.

Una ballata-rock, per raccontare la storia della Sardegna, ispirata a Sergio Atzeni.

(1409 d.C.)
Sa Batalla non fu l’ultimo atto
della Sardegna libera.
Continuammo a combattere per altri 11 anni
finché l’ultimo Judike, stanco di lottare,
ci vendette per 100.000 fiorini
agli aragonesi…
Non sconfitti, ma venduti!

(6000-1800 a.C.)
Abbiamo avuto una
ricca preistoria.
Accumulammo ricchezze
vendendo ossidiana,
prima dell’era dei metalli
e poi col rame.
All’inizio furono gli eroi, i miti: Sardus Pater, Norace, Forco, Aristeo e tanti altri.
Seppellivamo i morti nelle Domus de Janas
Le deinas, sacerdotesse della dea madre, pregavano il sole e la luna.

(1800-1200 a.C.)
Poi ci chiamarono Shardana,
costruttori di oltre 7000 torri
e dominatori del Mediterraneo.

Con i Popoli del mare
attaccammo i grandi imperi d’Oriente.

Caddero la città di Troia,
gli Ittiti, i Micenei
e l’Egitto fu costretto a nuovi confini.
Ci insediammo nella striscia di terra dove stavano i fenici

Vennero i fenici e i cartaginesi.
Capivamo la loro lingua.

(215 a.C.)
Dopo la sconfitta del Judike sardo Amsicora e del figlio Iosto,
i romani conquistarono le coste,
ma non il cuore dell’isola.
Mantenemmo la libertà. Scendevamo in
pianura per fare razzie con le bardanas,
e in mare per pirateggiare a Pisa.

(594 d.C. )
Quando cadde l’impero romano e furono sconfitti i Vandali
il Judike “Dux” Ospitone, Re dei barbaricini,
combatté contro i Bizantini.
Convertì is brabaxinus al cristianesimo.

(850-1258 d.C.)
Con i 4 Judikes indipendenti
ci difendemmo dai mori per parecchi secoli.
Arrivarono pisani, genovesi e aragonesi
attraverso inviti, donazioni o matrimoni.

(1164 d.C.)
Barisone, Judike d’Arborea,
fu nominato Re di Sardegna,
con intrallazzi, matrimoni, figlie in sposa e
prestiti dai genovesi.
Fu imprigionato e poi liberato.
Tracciò la via per il predominio degli
Arborea sugli altri Giudicati.

(1258 -1296 d.C.)
Caddero i Giudicati di Torres, Gallura e di Cagliari e
i pisani cacciati dall’isola.
Rimasero a contendersi la Sardegna
solo gli Arborea e gli aragonesi,
detentori del falso titolo del “Regno di Sardegna”,
etichetta creata da un Papa corrotto,
divenuto strumento dei dominatori di quel tempo e di quelli futuri.

(1375 d.C.)
Mariano IV, Judike d’Arborea,
vinse tutte le battaglie contro gli aragonesi.
Ad un passo dalla vittoria, morì di peste.

Fece una rivoluzione sociale epocale,
fuori dal suo tempo e dalla storia per le tematiche:
liberò i servi (in tutta Europa c’erano i servi della gleba, bestiame da lavoro, da mungere a disposizione dei feudatari), e
affrancò da tasse e gabelle i paesi a lui fedeli.

Codificò la Carta de Logu,
poi aggiornata dai figli Ugone ed Eleonora
e unì la “Naciò Sardesca”
sotto il simbolo dell’albero eradicato degli Arborea.

(1375-1404 d.C.)
Il figlio Ugone e poi Eleonora d’Arborea,
persero e riconquistarono tutti i territori
dagli aragonesi.

Eleonora d’Arborea, carismatica, amata dal popolo sardo
salvò il falco “Eleonora”, chiamato così in suo onore, per averlo protetto con una legge, nella Carta de Logu.

Nel momento in cui tutta la Sardegna
era libera e solo Casteddu di Calari
e Alghero erano in mano agli stranieri,
Eleonora morì di peste, sa maladia niedda, cumenti a su babbu.

(1409 d.C.)
Come scritto all’inizio, ci fu Sa Batalla di Sanluri,
vinta dal Regno (aragonese) di Sardegna contro la Naciò Sardesca (i sardi).
Non fu l’ultimo atto della guerra.

Ci fu sa Segunda Batalla, nei pressi di Santa Giusta, vinta dai sardi.
Poi Oristano si arrese senza combattere.
Il reggente del Judike, Leonardo Cubello firmò la resa della città fortificata.

Dopo 11 anni, nel 1420, l’ultimo Judike,
madre sarda e padre francese,
stanco di combattere,
vendette la Sardegna per 100.000 fiorini agli aragonesi.

L’antico Giudicato, dopo quasi 600 anni di indipendenza,
divenne marchesato sotto il Regno di Sardegna
e Leonardo Cubello diventò Marchese d’Arborea.
I 30 denari per la resa di Oristano.
Venduti due volte.

La Storia dei sardi finì in quel momento.

Inizierà un’altra storia…
Quella inglobata dentro la storia degli altri, con i sardi non più protagonisti, ma passivi spettatori di quello che accade nell’isola.
Bogaus a son’e corru dalla nostra storia.

 

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