La lingua sarda unica nascerà su Facebook (standardizzando gli standard)

La lingua sarda ai tempi di Facebook.

Facebook è un mass media che crea contenuti dal basso, è cioè una piattaforma user-generated-content.

Se nei giornali e nella tv a creare i contenuti sono i giornalisti, su Facebook sono gli utenti.

Da ruolo passivo la gente assume un ruolo attivo nella scrittura delle informazioni.

Facebook elimina le distanze e cab’ ‘è susu e cab’ ‘e basciu possono confrontarsi e discutere in sardo, migliorando la comprensione reciproca e con il tempo mischiando le parole.
L’occasione è unica, se sfruttata come si deve.

Lo stallo della LSC e della lingua sarda.

La LSC stenta a decollare perché non ci sono fondi disponibili e perché non viene sentita dalla gente.

Non so i logudoresi, ma i campidanesi l’hanno rigettata.

Si dirà che gli esperti hanno trovato la soluzione migliore, ottimizzando la lingua incrociando i dati della latitudine-longitudine della Sardegna, con un mix logudorese, campidanese, mesania e di ortografia italiana.

A dirla tutta, ci sono molte differenze con la grafia italiana, e politicamente, non è una cosa negativa, anzi.
In italiano mai le parole iniziano con nci, oppure con ddu o ndi, con la zeta tz, oppure la differente logica nelle doppie e negli accenti.
Altre differenze con l’italiano potrebbero trovarsi con che/que, oppure con gl/ll, (maglia, mallia), gn/nn, (dogna, donnia), oppure con la “x” campidanese.

Faccio un esempio, restando sempre sul campo informatico:
Se un cliente deve creare un sito web (o un software), chiama lo sviluppatore (l’esperto) che a seconda dei linguaggi (php, asp, html, css) crea una struttura grafica, i contenuti, le immagini, la comunicazione.

In fase beta, prima della messa online, un ruolo fondamentale lo svolgono i tester.

Cioè persone non esperte che navigano nel sito per testarne la fruibilità.
Verificano se l’utente trova difficoltà nel procedere con l’acquisto o comunque con gli obiettivi del sito (preventivo, contatto, etc.).

I tester, non esperti di informatica forniscono un feedback fondamentale per lo sviluppatore, che deve obbligatoriamente modificare il sito in base al feedback di chi naviga.

Se lo sviluppatore non tiene conto dei tester, il cliente licenzia lo sviluppatore, per non andare incontro ad un insuccesso, una volta messo online il sito.

Stesso discorso vale per la lingua sarda comune.
E’ giusto che sia stata creata per bypassare alcuni blocchi legislativi italici, e per i documenti in uscita dalla Regione, ma è stata rigettata dai “tester” nell’uso quotidiano.

Molti a dire il vero a priori, senza neppure provare a scriverla.

Qualche settimana fa ho testato la scrittura LSC con questa poesia improvvisata campidanese, ma il risultato è stato disastroso (se ci vuole provare qualcun altro a trascriverla, il  contributo è ben accetto).

Che si fa, si rinuncia a scrivere la poesia campidanese o si rinuncia alla LSC?

Standardizzare gli standard.

L’insuccesso e l’intestardirsi su qualcosa che avrà insuccesso, farà perdere altro tempo prezioso nell’unificazione ortografica e al recupero del sardo.
Ogni anno perso, significa una generazione di bambini che non imparano il sardo.

In questi giorni esce un lavoro (Su sardu, proposta de ortografia, Domus de Janas edizioni) che si pone l’obiettivo di unificare gli standard delle varianti campidanese-logudorese, rispettandone le diversità.

Il lavoro contiene delle incongruenze:
Nell’alfabeto manca la lettera “Q” ma vengono indicati i comuni “Quartu San’Aleni” e Quartùcciu.
Va rivisto, ma va nella direzione giusta.

A pensarci bene è lo stesso obiettivo che la LSC si propone; gli stessi obiettivi  che avevano proposto inizialmente Cicitu Masala, Giovanni Lilliu, Paulis e altri.

Lo standard campidanese, ad esempio, prende spunto dal lavoro di Blasco Ferrer, sul campidanese unificato, che utilizza le regole che derivano dai cantadores, che in qualche modo hanno unificato la variante campidanese.

Ferrer sosteneva che la lingua sarda è unica, ma con due varianti.
Quindi l’unicità della lingua sarda è garantita e non messa in discussione.

D’altronde a Selargius, quando venivano is candadoris del logudoro, molti non stavano ad ascoltarli perché non capivano is de cab’ ‘e susu.
Le due varianti sono una realtà!
Ma qualcuno si, sforzandosi e con un po’ di abitudine li stava ad ascoltare (e immagino a capire).
La lingua è unica!

A questo punto chi ha scritto la LSC, trovi uno standard comune MINIMO con lo standard delle due varianti e si crei veramente un unico standard tra tutti gli standard, anche aumentando il numero dei sinonimi (imoi/como, papai/papare, etc.).

Ad esempio per il termine Sardegna si trova scritto sul web come “Sardigna”, “Sardinnia”, “Sardinnya”, “Sardìnnia”, “Sardìnnya”, “Sardinia”, quando si pronuncia ovunque, da nord a sud, allo stesso modo.

Idem per “scola”/”iscola” (scuola). Anche in campidano diciamo entrambi iscola come in logudoro, o scola; inutile differenziarci.

Stesso discorso per le doppie. Raddoppiano solo le consonanti di LaNa SaRDa oppure anche altre consonanti?
Unificare le logiche ortografiche è necessario, non ci sono differenze di zona tra questi elementi!

Idem per gli accenti.

Quello che non rientra nello standard unico minimo, va trattato come variante da rispettare.
Ad esempio le finali (papai, papare; cani, cane) e le parole con la x campidanese, che vanno trattate come sinonimi delle corrispondenti logudoresi (boxi, boghe).
La ricchezza della lingua è data anche dai sinonimi.
Ad esempio a Selargius per dire “lì” si usa indistintamente innui, innia, innixi, inguni, inguddaini, inguddeni.
Oppure ita ses nendi/narendi.
Perché impoverire la lingua? Non centra nulla con lo standard grafico.
D’altronde lo spagnolo ha due congiuntivi (si yo supiera, si yo supiese).

Una volta trovato lo standard unico “minimo”, rispettando le varianti, Facebook (ma anche WhatsApp)  potrebbe essere la chiave del successo per il corretto utilizzo.

Perché un ennesimo correttore ortografico?

Si può imparare ad utilizzare lo standard inserendo un semplice correttore ortografico, integrato dentro Facebook, con un nutrito volume di vocaboli.
Attualmente esiste Facebook in sardo, ma solo nell’interfaccia.

Non sarebbe l’ennesimo spreco di soldi in correttori che non utilizza nessuno.
Facebook viene utilizzato ormai da tutte le generazioni tutti i giorni.

La famosa matita rossa, o meglio lapis blu di cui parlava Cicitu Masala, necessaria per correggere gli studenti, la userebbe Facebook stesso.

Facebook sottolinea di rosso gli errori (in questo caso perché non trova corrispondenza con l’italiano, ma sarebbe la stessa cosa con il sardo non corretto secondo lo standard).

Cattura

L’apprendimento della scrittura corretta su Facebook, non è comunque sufficiente.
La lingua, la letteratura (includendo nella letteratura anche i migliori cantadoris e cantanti a tenores) e la storia sarda, vanno comunque insegnate a scuola,   obbligatoriamente e con urgenza.

Chiudo con Masala:
“Naraiat cuddu: “A unu pòpulu, bois ddi podide leare totu, ma si ddi lassade sa limba cussu pòpulu sighit a esistere; si a custu pòpulu ddi lassades totu ma si ddi leades sa limba, custu pòpulu no esistit prus”.

 

 

Sa lingua sarda a is tempus de Facebook.

A nci pensai beni, no s’est iscritu (e ligiu) in sardu aici meda cumenti ‘e imoi, in totu sa istoria de sa Sardìnnia, a is tempus de Facebook.

Facebook est unu mass media chi permitit de iscriri discursus de basciu, est si chi si narat una piataforma user-generated-content.

In is giorronalis e in sa televisioni funt is giornalista chi criant is novas, in Facebook est su populu.

Sa genti tenit unu ruolu ativu in sa iscritura de is informatzionis.

Facebook ndi bogat sa distantzia e de cab’ ‘è susu e cab’ ‘e basciu si podeus cunfrontai e chistionai in sardu, mellurendi sa cumprensioni de is variedadis e cun su tempu amesturendi is fueddus.
S’ocasioni est unica, chi dda iscieus isfrutai.

Sa firmada de sa LSC e de sa lingua sarda.

Sa LSC stentat a partiri poita no nc’est dinai e poita no praxit meda a sa genti.

No isciu is logudoresis, perou is campidanesus no dda bolint.

Si iat a nai ca is  espertus ant agatau sa solutzioni mellus, otimizendi sa lingua ingruxaendi is datus de sa latitudini-longitudini de sa Sardìnnia, cun-d-unu amesturu de logudoresu, campidanesu, mesania e de ortografia italiana.

Ieus a podi nai ca nci funt meda diferentzias cun sa grafia italiana, e politicamenti, no est una cosa mala.
In italianu is fueddus no incumintzant mai cun nci, o cun ddu o ndi, cun sa zeta tz.
O is diferenti criteriu cun is allobiadas e is acentus.
Atras diferentzias cun s’italianu s’iant a podi agatai cun che/que, o cun gl/ll, (maglia, mallia), gn/nn, (dogna, donnia), o cun sa “x” campidanesa.

Pos i cumprendi, abarrendi in su campu informaticu:
Chi unu clienti depit fai unu situ web (o unu software), tzerriat su isvilupadori (s’espertu) chi a segunda de is linguaggiu de programatzioni (php, asp, html, css) criat una istrutura grafica, is fuedus, is imaginis, sa comunicatzioni.

In sa fasi beta, a pustis de ponni online su situ, unu ruolo meda importanti ddu faint is tester.

No funt personas espertas, perou provanta su a navigai in su situ po biri chi totu siat a postu.
Provanta chi s’utenti agatat dificultadi candu depit comporai in su sito o candu provat de preguntai unu preventivu o provat a contatai.

Is tester, no funt espertus de informatica, donant unu feedback meda importanti po su isvilupadori, chi depit amarolla cambiai su situ a segunda de si chi dd’ant nau issus.

Chi su isvilupadori no tenit in contu si chi ddi nanta is tester, su clienti licentziat su isvilupadori, po no arriscai de no arrennesci, candu su situ andat in sa retza.

Sa propriu cosa balit po sa lingua sarda comuna.
Est giustu chi sia istetia criada po si ndi scabulli de is leis italianas e po is documentus de sa Regioni, perou sa genti no dda imperat donnia dì.

Meda genti, po dda nai totu, for”e mancu a dda provai a iscriri.

Calincuna cida fait apu testau sa iscrituta LSC  cun-i-custa poesia sei sei campidanesa, ma si chi nde bessiu est istetiu unu disastru (chi calincunu nci bolit provai, iat essiri beni acetu).

Ita si fait, no iscrieus prus sa poesia campidanesa o no iscrieus prus sa LSC?

Istandardizzai is istandard.

Sighiri cun calincuna cosa chi no at a arrennesci, est fendi perdi tempu po s’unificatzioni ortografica e po arrecuperai su sardu.
Donnia annu perdiu, est una generatzioni de pipius chi no imparant su sardu.

In custas diis ndi bessit unu traballu (Su sardu, proposta de ortografia, Domus de Janas edizioni) chi tenit s’obietivu de unificai is istandard de is variantis campidanesas-logudoresas, arrespetendi is diversidadis.

Su traballu tenit calincunu errori:
In s’alfabetu no nc’est sa litera “Q” perou benint indicaus is comunus “Quartu San’Aleni” e Quartùcciu.
Si podint curregi, ma sa diretzioni est sa giusta.

A nci pensai beni, est su propriu obietivu de sa LSC; is proprius obietivus chi teniant  Cicitu Masala, Giovanni Lilliu, Paulis e atrus.

Su istandard campidanesu, pigat de su traballu de Blasco Ferrer, po su campidanesu unificau, chi imperat is arregulas de is cantadoris, chi ant unificau is variantis de cab’ ‘e basciu.

Ferrer naraiat chi sa lingua sarda est unica, ma cun duas variedadis.
Insandus s’unicità de sa lingua sarda no est in perigulu e no est posta in discussioni.

De su restu in Ceraxius, candu beniant is candadoris de su logudoro, meda genti no abarrat a ddus ascurtai poita no cumprendiant is de cab’ ‘e susu.
Is duas variedadis esistint!
Ma calincuni eja, abarrat a ddus ascurtai, e a ddus cumprendi.
Sa lingua est una scéti!

A-i-custu puntu chini at iscritu sa LSC, depit agatai unu istandars comunu minimu cun is istandard de is duas variedadis e si depit criai unu standard scéti aintru dde totus is istandard, ponendi prus sinonimus (imoi/como, papai/papare, etc.).

Po iscriri Sardegna si agatat iscritu in sa retza cumenti “Sardigna”, “Sardinnia”, “Sardinnya”, “Sardìnnia”, “Sardìnnya”, “Sardinia”, candu sa pronuncia est sa propria in donnia logu.

Su propriu po “scola”/”iscola” (scuola). Fintzas in Campidanu naraus tot’a is duas “iscola” cumenti in logudoro, o “scola”; no serbit a si diferentziai.

Su propriu po is consonantis chi allobiant. Allobiaus scéti is conconantis de LaNa SaRDa o atras consonantis puru?
Unificai is arregulas ortograficas tocat a ddu fai, no nci funt diferentzias intra custus elementus!

Su propriu po is acentus.

Si chi no intra in s’istandard unicu minimu, funt sinonimus.
Is finalis ai/are i/e (papai, papare; cani, cane) e is fueddus cun sa x campidanese, che vanno trattate come sinonimi delle corrispondenti logudoresi (boxi, boghe).
Sa richesa de sa lingua est in is sinonimus.
In Ceraxius po nai “” (italiano) imperaus innui, innia, innixi, inguni, inguddaini, inguddeni.
O ita ses nendi/narendi.
Aguantai is sinonimus no nc’intrat cun su istandard graficu.
Is ispagnolus tenint duus congiuntivus (si yo supiera, si yo supiese).

Candu si adessit agatatau su standard unicu “minimu”, arrespetendi is variantis, Facebook (ma fintzas WhatsApp)  iat podit essiri sa crai po arrennesci cun su sardu giustu.

Poita un atru curretori ortograficu?

Si podit imparai s’impleu de su standard ponendi-nci unu curretori ortograficu aintru de Facebook, cun meda vocabulus aintru.
Oi esistit Facebook in sardu, ma scéti in s’interfacia grafica.

No iat adessit un atru fulia-dinai.
Facebook est imperau de totus is generatzionis, donnia dì.

Sa famada matita arrubia, o mellus su lapis asulu chi narat Cicitu Masala, chi serbit po curregi is istudentis, dd’at a imperai Facebook etotu.

Facebook sottulineada de arrubiu is erroris.

Cattura

No est bastanti su curregidori in Fecebook, sa lingua, sa literadura (puru is cantadoris e is cantantis a tenores) e s’istoria sarda, andant imparadas a s’iscola.

Serraus cun Masala:
“Naraiat cuddu: “A unu pòpulu, bois ddi podide leare totu, ma si ddi lassade sa limba cussu pòpulu sighit a esistere; si a custu pòpulu ddi lassades totu ma si ddi leades sa limba, custu pòpulu no esistit prus”.

 

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6 thoughts on “La lingua sarda unica nascerà su Facebook (standardizzando gli standard)

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  1. S’idea de fàghere unu curretore ortogràficu pro su sardu in facebook est bona. S’ortografia de su sardu ormai est cumpartzida de totu su movimentu linguisticu e est cussa de sa LSC e de sa proposta de ortografia comuna a campidanesu e logudoresu. Impreamus cussa. Non cumpartzo però s’arrejonu de is “testers” ca una limba iscrita ufìtziale est fata de linguistas e no est ca totus podent intrare in chistiones tecnicas. Chi no ddi praghet no dd’ant a impreare ma no est ca si depet cambiare s’istandard pro custu.

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    1. Stefano, seu de acordiu cun tui ca no dda podint iscriri is “testers”, ma no apu iscritu custu.
      Si chi apu iscritu est ca is professoris de dònnia standard si depint setzi a giru de una mesa e agatai unu standard unicu: “Standardizzare gli standard”.
      Ca ddu-i-funt prus istandard de cantu funt is variedadis de sa lingua sarda (chi est una scéti).
      Sa cosa invecis de si semplificai est atrotoxendi-sì.
      Si chi domandu est: “cumenti depu iscriri Sardigna/Sardìnnia”? Dònnia istandard dd’at a iscriri a sa manera sua o si depint ponni de acordiu?”

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      1. Oe pro su sardu c’est s’istandard de sa LSC e sa proposta a dopia norma de is arregulas (chi però mancat de sa norma campidanesa e tenimus isceti cussa logudoresa). Pagu dies cussos de sa dopia norma ant propostu una ortografia uguale pro campidanesu e logudoresu e custa est belle che uguale a sa LSC francu sa m chi no si podet allobbare, sa j a cumintzu de calincunu faeddu ca sa LSC no tenet, e apuntu su faeddu Sardinnia ca in LSC ant dècididu de adotare s’unica ortografia Sardigna. Duncas s’ortografia de su sardu est giai cumpartzida de totus francu custas duas chistiones. Penso chi torrare a pitzus de s’ortografia pro chistiones aici piticas (m/mm, Sardinnia/Sardigna) no siat ùtile. At a èssere su tempus e s’impreu a detzidere cale forma at a bìnchere. Immoe tenimus problemas prus mannos comente sa trasmissione intergeneratzionale.

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      2. “Immoe tenimus problemas prus mannos comente sa trasmissione intergeneratzionale.”

        Est propriu cussu su motivu de totu si chi apu iscritu.
        No arrennesceus a fai diventai obligatoriu su sardu in s’iscola, a su mancu poneus una aplicatzioni in Facebook; ma tocat a isciri cali standard.
        No est una cosa impossibili a dda fai, una aplicatzioni costat 2-3000 eurus e nci funt puru situs chi permitint s’arregorta de dinai: Crowdfunding. Sa cosa prus costosa iat adessiri a nci ponni is fueddus aintru.

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