A chie t’opprimet linghes

Ma tue, populu, finghes (ma tu popolo fingi)
de protestar’e times: (di protestare e hai paura:)
de pedire su tou birgonzosu. (restìo a chiedere ciò che ti spetta)
A chie t’opprimet linghes, (e lecchi chi ti opprime)
e de islancios sublimes (e di slanci sublimi)
ses incapaze, zegh’e (sei incapace, cieco e)
sonnigosu, (assonnato,)
si no si fit intesu (altrimenti si sarebbe sentito)
su gridu ‘e vinditta de (il grido di vendetta)
s’offesu. (dell’offeso)
Cagliadi, det sighire (Taci, deve continuare)
s’infamia. Sa festa (l’infamia. Fai festa)
faghes a chie de sa frust’est (a chi è degno della frusta.)
dignu. 
Preferis su pedire (Preferisci il mendicare)
a una giusta protesta (a una giusta protesta)
chi podes imbolare cun (che puoi scagliare con)
disdignu. (disprezzo)
Ti negana su pane, (Ti negano il pane,)
e tue da’ sa patri’andas (e tu vai lontano dalla patria)
addane! 

A Genesio Lamberti, Peppino Mereu

Nella copertina, scultura di Pinuccio Sciola, dedicata a Peppino Mereu

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