Deledda e Lussu avevano torto: i sardi sono diversi

Emilio Lussu si autodefinì un cavaliere fenicio.

Grazia Deledda scrisse: “Siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi, romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi.[…]”

Entrambi avevano torto, smentiti dai risultati del DNA.
I sardi attuali hanno continuità con i sardi nuragici e neolitici, che precedono tutte le popolazioni citate dalla Deledda.

Neppure i romani, forse quelli che per più tempo hanno dominato la Sardegna, hanno lasciato traccia nel nostro DNA.

Nel libro “I sardi sono diversi” (Carlo Delfino editore), Ercole Contu evidenzia le differenze dei sardi rispetto a tutti gli altri popoli europei e mediterranei.

I sardi sono diversi

Dagli studi di Alberto Piazza, Luigi Luca Cavalli Sforza, Francesco Cucca, vien fuori che il DNA dei sardi:

  • è diverso da quello dell’Italia, dei Greci e di tutte le popolazioni europee
  • risulta antecedente rispetto a quello dei Berberi, Europei, Iraniani e dell’Asia sud-occidentale

Nell’immagine sotto, si vede l'”isolamento” sardo. (per approfondimenti sulle metodologie, rimando al libro sopra citato).

20170217_105236

Allora è possibile che l’influenza delle popolazioni non autoctone, non rintracciabile nei geni, sia rintracciabile invece nella cultura.

Forse.
Ma non nelle popolazioni sarde delle montagne, se accettiamo la teoria della “costante resistenziale” dei sardi dell’archeologo Giovanni Lilliu.

Nella copertina: bronzetto del capo tribù nuragico

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