Cantu a s’Opu, un canto di lavoro sardo dimenticato. Quasi un Blues!

Su cantu a s’opu è quasi sconosciuto al giorno d’oggi.

Neppure i più anziani ricordano cosa è, e in quali occasioni veniva utilizzato.

In rete si trova solo questo video storico, che testimonia un canto da lavoro, sul territorio di Capoterra (qualche km. da Cagliari) del 1960.

Si cantava durante il lavoro nei campi, per esorcizzare la fatica e il sudore, sotto il sole cocente primaverile e estivo.

Aiutava a passare la giornata con maggior leggerezza, ingannando il cervello alla ricerca della rima poetica. E non pensare alla schiena curva e ai calli delle mani.

Si eseguiva con due mutettus brevi e semplici, il primo di introduzione, il secondo di chiusura.

Ooopu, torramindedda sa  tenta
Oooopu, opu, opu
Ooopu, faridda matuchedda
Oooopu, opu, sa manighedda

Oooopu, torramindedda sa sennora
Oooopu, opu, meghere  ci passai s’ora
Oooopu, opu, e no ndi dda torrasa ancora
Oooopu, opu, opu

Gli appassionati di folklore blues non potranno non notare le similitudini de su cantu a s’opu con i work song dei neri afro-americani.

Con un’unica matrice comune: l’Africa.

Nella copertina, dipinto di Guttuso

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