Il labirinto sotterraneo della libertà

Scrive lo storico romano Diodoro Siculo a proposito della tribù sarda che si rifugiò sui monti:

«quel popolo (gli Iolei-Ilienses), trasportate le proprie sedi sui monti, abitò certi luoghi impervi e di accesso difficile, ove abituati a nutrirsi di latte e di carni, perché si occupano di pastorizia, non hanno bisogno di grano; e perché abitano in dimore sotterranee, scavandosi gallerie al posto di case, con facilità evitano i pericoli delle guerre. Perciò, quantunque i Cartaginesi e i Romani spesso li abbiano inseguiti colle armi, non poterono mai ridurli all’obbedienza».*

Uscivano per fare bardana nelle pianure,
per pirateggiare nei mari di Pisa,
per poi tornare di corsa al riparo
dentro la madre terra.

Dove sono oggi queste gallerie sotterranee?

In copertina: il labirinto di Luzzanas (Benetutti)

*Dal libro Storia della Sardegna a cura di Manlio Brigaglia, Attilio Mastino e Gian Giacomo Ortu, editore Gius Laterza & figli.

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