I nuragici sono vivi e vegeti, e campano 100 anni

Quanto può valere la formula segreta dell’elisir di lunga vita?

Ad occhio e croce moltissimo; una cifra spropositata.
E se l’elisir avesse la forma di un codice genetico. Dei sardi appunto.

Qualche tempo fa, fu venduta (sigh!) per pochi soldi il dna di 13000 sardi, dall’agenzia SharDna.
Dopo la vendita le provette furono rubate e poi ritrovate.
Una spy story in piena regola intorno alla formula per l’eterna giovinezza.

A sentire i centenari, interrogati sul segreto della longevità, rispondono sempre con frasi tipo “un bicchiere di cannonau al giorno”, oppure “pane, pecorino e tante camminate”. Qualcuno risponde con “basta non morire prima, e si arriva a 100 anni :)”.

Gli studi sul DNA dei sardi si stanno moltiplicando.

Ecco una rassegna degli ultimi che, da diversi punti di vista, danno una idea di quale sia l’origine dei sardi e di quali popolazioni hanno lasciato traccia in Sardegna e sul segreto della longevità.

Negli abitanti dell’Ogliastra vive il dna nuragico.

Guido Barbujani, Università di Ferrara, comparso nella rivista “Human genetics”.

“I sardi che hanno nelle vene la maggior quantità di sangue nuragico vivono in Ogliastra. Il dato è clamoroso: il 56 per cento delle varietà di Dna conosciute del popolo che abitava la Sardegna tra il 1500 e il 700 avanti Cristo”.

La Sardegna abitata 10.000 anni fa e c’è continuità tra i sardi odierni e quelli di 6000 anni fa.

Francesco Cucca e  Antonio Torroni, condotto da un team internazionale di ricercatori,  pubblicato sulla rivista Molecular Biology and Evolution (MBE).

“l’isola era già abitata almeno 10.000 anni fa.”

“L’unicità del Dna sardo, che è stato meno diluito rispetto a quello delle altre popolazioni europee”.

Il DNA dei romani quasi assente nei sardi.

Paolo Francalacci, Professore Associato di Genetica presso l’Università degli Studi di Sassari.

“Gli antichi Romani, che tanta importanza hanno avuto dal punto di vista politico e culturale, non hanno influito affatto sui nostri geni.
Forse “affatto” è un’affermazione un po’ drastica, ma certamente il loro contributo è minore rispetto a quello delle popolazioni preromane, la cui impronta è ancora ben visibile nel panorama genetico italiano. Infatti i Romani avevano una concezione più culturale che genetica della loro identità, e le popolazioni che venivano via via conquistate nella loro espansione venivano ben presto assimilate, diventando a loro volta culturalmente romane (acquisendone la lingua, le leggi, la stessa cittadinanza romana), senza per questo venire geneticamente soppiantate.”

DNA dei celti presente nei sardi.

David Faux

“The goal of the present study is to use historical references (via the Greco – Roman Classical authors), plus linguistic and archaeological data, to link the Hallstatt and La Tene Celtic people of Central Europe to a Y-chromosome marker, S28 / U152. The hypothesis under consideration is that all who are S28 positive (thus placed in the phylogenetic haplogroup R1b1c10 / R1b1b2h) are living descendants of these ancient Celtic people who emerged from an Alpine European homeland; with the possible exception of distantly related folk who reside along the Mediterranean coast south to Sardinia.”

Trova collegamenti tra la cultura celtica di Hallstatt e La Tene dell’Europa centrale e il sud Sardegna.

I sardi sono diversi

Da un libro di Ercole Contu, “I sardi sono diversi” (Carlo Delfino editore).

Dagli studi di Alberto Piazza, Luigi Luca Cavalli Sforza, Francesco Cucca, vien fuori cheil DNA dei sardi:

  • è diverso da quello dell’Italia, dei Greci e di tutte le popolazioni europee
  • risulta antecedente rispetto ai Berberi, Europei, Iraniani e dell’Asia sud-occidentale

Nell’immagine sotto, si vede l'”isolamento” sardo. (per approfondimenti sulle metodologie, rimando al libro sopra citato).

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Correlazione tra favismo e longevità dei sardi

Università di Sassari

Nei centenari sardi la mancanza dell’enzima G6PD, indice della malattia, è doppio rispetto al resto della popolazione.

Sclerosi multipla e dna, primato mondiale per l’isola

Università di Sassari

“La Sardegna ha il primato mondiale della più alta incidenza della sclerosi multipla anche in età pediatrica, di due-tre volte superiore, con 2,85 nuovi casi l’anno fra i sardi under 18”.

Scriveva Grazia Deledda che “siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi, romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi”.

Evidentemente non nel DNA, che non ha risentito delle invasioni.

… mmm e se semplicemente dessimo retta ai centenari?
Nel dubbio, meglio mangiare pane, pecorino e cannonau ogni giorno (altro che una mela)!

Ph credit copertina

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