Eleonora d’Arborea nelle leggende popolari

Gabriella Da Re analizza la leggenda di Eleonora secondo P. Lutzu, studioso di tradizioni popolari di San Vero Milis, che nell’ottocento aveva raccolto le leggende e fa delle interviste sul campo alla ricerca del mito di Eleonora.

Sa sarda Eleonora d’Arborea (La sarda Eleonora d’Arborea)
fi fizza de su prode Marianu (era figlia del prode Mariano)
generada po tenere in pelea (generate per tenere sotto controllo)
s’aragonesu populu tirannu (l’aragonese, popolo tiranno)
est oe venerada cale dea (è oggi venerata come una dea)
ca s’est distinta pro mente e pro manu (perché si è distinta per mente e per mano)
sezzida a caddu faghet meraviglias (seduta a cavallo fa meraviglie)
punghendee a lansa e a mano in briglias (Pungendo a lancia e a mani nelle briglie)
naschida forzis in milletreghentos (nata forse nel milletrecento)
barantasese o sette pro amentos? (quarantasei o sette per ricordare?)

(Testo d’autore colto non identificato, riportato da Rosina Spanu Corona, di anni 70, San Vero Milis)

Sotto alcune leggende popolari:

– Nascita
Il giorno prima della nascita compare una cometa (un vecchio frate di Oristano, Francesca Contini  di Scano Montiferro)
– Stirpe
Origine turca della madre (in realtà spagnola)
Dopo un conflitto con i sardi, i mori abbandonano sulla spiaggia una bellissima fanciulla la quale viene accolta a Oristano dal giudice diventandone più tardi la moglie (un vecchio ottuagenuario di S. Giusta nel 1875).
Secondo un’altra versione, il figlio del Re di Tharros viene rapito dai turchi. Sposa una bellissima fanciulla turca e quando dopo 7 anni, viene liberato, la porta con sé.
– Matrimonio
Per volere del padre, sposa un capraro scemo di Cabras che, per mezzo di una capra aveva trovato un tesoro in un nuraghe e l’aveva donato al padre di Eleonora. Il padre muore e Eleonora fonda Oristano con il tesoro, si libera del caprar inviandolo con una barca dal re di Pittinurri. Durante il viaggio il capraro viene catturato dai saraceni (Luigi Pinna di Cabras).
– Generosità verso i poveri.
Accampata verso Pabillonis, ricompensa una donna alla quale i nemici avevano distrutto una infornata di pentole di terracotta (vecchio di Pabillonis).
– Severità
Ordina ad una dama che l’aveva offesa, offrendo una rosa ad un’altra dama, di non frequentare più la sua corte (Beppa Rosa Massa di Oristano).
Un servo di un parente di Eleonora, s’introduce nella camera della moglie di questi, fingendo di essere il marito. Scoperto viene solo rimproverato. Eleonora, non sopportando l’onta, dona  un cavallo molto assetato al servo, il quale viene disarcionato dall’animale infuriato e muore. (salvatore Carrus di Oristano)
– Arguzia e buon umore
Scossa dal fatto che una via di Oristano è molto frequentata dagli asini, impone alla via il nome di Via dei Cavalieri (il Barone Enna di Oristano)
– Prodezza
Assalita da un bandito in campagna, gli fa cadere la spada e lo mette in fuga (notaio Flores di Seneghe).
Conquista il castello Malaspina di Bosa, occupato dai ribelli repubblicani, entrandovi vestita da pezzente. Racconto analogo riguarda la presa del castello del Goceano (Battista Motzo).
Conquista il castello di Monreale, del Re di Aragona, con l’astuzia. Eleonora manda un messaggero chiedendo la mano della nipote del castellano, che accetta. Eleonora vestita da uomo, entra e conquista il castello. (persona di Sardara).
– Poteri magici
Deposita un tesoro presso la parrocchi adi S.Vero Milis che aumentava sempre.
Resuscita una mandria di buoi con chicchi di grano:
Tramortisce una giunta di buoi e la rianima accarezzando con la mano destra gli animai.
Aveva una potenza diabolica
Quando si impadronì del castello di Cuglieri, trovò il tesoro di don Altare e una spada d’oro magica, opera del diavolo, derivata dalla fusione di 30 monete, che era stata di re Mastino (persona di Cuglieri).
– Morte
Muore per vendetta dei parenti dei medici che aveva fatto uccidere per non aver salvato il figlio.

Qualche volta la storia di Eleonora viene raccontata con il protagonista una Jana, la fata sarda.

di M.Gabriella Da Re, costruzione del presente, eredità del passato, bricolage, invenzioni nel mito popolare di Eleonora, tratto da Le carte di Arborea, falsi e falsari nella Sardegna dle XIX secolo, edito da AM &D Edizioni).

 

Infine un mutetu longu di una cantada campidanesa dal tema: GUERRA A SA MAMA

Sterrina

In Arborea nc’est Eleonora
in Sardigna ci at lassiau fama
de cumbatenti is pannus si bistit
a su momentu chi fut necessariu
de s’invasori ripara su dannu
a difesa de sa sarda terra
e di Oristani su comunu
d’anti depia beni onorai

Rima

po fai guerra contrariu a sa mama
unu Coriolanu esistidi ancora

 

Copertina: murales di San Gavino Monreale di Giorgio Casu

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