Pirati e tesori della Capitana di Is Mortorius: ricostruita la storia

C’era una volta un pirata saraceno, terrore del Mediterraneo, affamato di ricchezze e difensore della religione mussulmana.

Attaccò e conquistò la Spagna e le Baleari.
Attaccò la Corsica.
Attaccò la Sicilia.
Attaccò perfino le Repubbliche marinare Genova e Pisa.

E attaccò anche la Sardegna.

Già, la Sardegna!
Era una base centrale nel Mediterraneo, trampolino per nuovi attacchi all’Europa cristiana.

Gli abitanti di Quartu Sant’Elena (città vicino a Cagliari) ancora narrano le vicende del pirata che conquistò il litorale vicino a Foxi.

Conquistate tantissime ricchezze, il pirata dovette scappare, lasciando a guardia alcuni suoi uomini, la sua amata principessa (la Capitana) e il tesoro conquistato.

Sarebbe dovuto tornare presto.
Ma non tornò più, e la Capitana attese invano il rientro dell’amato consorte.

—-

Ancora oggi questa leggenda viene raccontata dagli abitanti di Quartu Sant’Elena.
La zona di Quartu dove si svolse la storia si chiama Capitana e nell’area specifica di Is Mortorius (nome che ricorda appunto una cruenta battaglia) è situato un vecchio nuraghe.

E’ probabile che il nuraghe Diana (Jana o Denia?), costruito in epoca nuragica, utilizzato come torretta poi dai nazisti, fosse stato utilizzato dal pirata come fortezza per la sua base.

Infatti molti quartesi andarono alla ricerca del tesoro proprio nel nuraghe.
Si racconta che nel nuraghe era (è ancora?) esistente un tunnel che passa sotto terra e sbuca nel mare, a qualche decina di metri dalla costa.

I cercatori d’oro sono tutti morti in circostanze abbastanza sfortunate e, come in un film holliwoodiano, si narrano leggende di maledizioni per chi cerca su scusorgiu (il tesoro).

Nel raccontare questa leggenda, i quartesi, la associano ad altre storie di persone poverissime, che si arricchirono improvvisamente e senza visibili motivi.
Ma siamo sempre nel campo delle leggende e delle voci del popolo.

E’ possibile che il pirata fosse proprio Mujahid, conosciuto come Museto, principe di Denia, il più temuto tra tutti i pirati saraceni.

Infatti secondo lo storico Gian Giacomo Ortu (Storia della Sardegna, Laterza, pag. 96):

A guidare l’attacco arabo è Mugiahid: principe di Denia, situata sulle coste meridionali della Valenza, in Spagna, ambisce a crearsi un vasto dominio nel Mediterraneo.

Qualche anno prima ha conquistato le Baleari, ora punta alla Sardegna.

Il teatro dello scontro più violento è nel Campidano meridionale e la forte cavalleria araba – almeno mille cavalieri, assistiti da un numero imprecisato di guerrieri appiedati – ha la meglio sulle formazioni del giudice di Cagliari, ucciso sul campo.

Mugiahid occupa una parte imprecisata della Sardegna meridionale – un insediamento arabo è stato identificato in località Piscina Nuxedda (ndr, non lontano da Is Mortorius), in vicinanza di Cagliari –, ma nel giro di poche settimane, per ragioni ancora sconosciute, fa rientro in Spagna.

Quando, nella successiva primavera del 1016, le sue navi si ripresentano nelle acque sarde, certo per completare l’operazione di conquista, sono intercettate e rovinosamente sconfitte da una flotta delle Repubbliche marinare di Genova e Pisa che si sono coalizzate per impedire un’ulteriore espansione degli Arabi.

Nella battaglia il principe di Denia lascia nelle mani dei nemici cristiani persino un figlio, Alì, che sarà ceduto in ostaggio all’imperatore Enrico II di Germania.

Per chi volesse saperne di più su tutte le incursioni arabe in Sardegna, può approfondire qui.

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Nuraghe Diana, Is Mortorius – Quartu S.Elena

Ph credit

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