La passerella dei padroni

LA PASSERELLA

L’isola fu, nel Mediterraneo,
la passerella dei conquistatori:
ogni ribaldo che venne da fuori
ottenne almeno un feudo temporaneo.

Oggi, ancora, se un invadente estraneo
aspira a conquistarsi nuovi allori,
verrà scelto dai nostri reggitori
innanzi a ogni aspirante conterraneo.

Vige il mito dell’ospitalità
col motto: ” il miglior letto al forestiero!
Per ogni familiare c’è una stuoia”.

E fummo generosi coi Savoia,
offrimmo le miniere allo straniero,
riservandoci invidie e crudeltà.

 

IL TURNO DEI PADRONI

Cartagine ci indusse a fare a meno
dei frutteti; ci disse: E’ meglio il grano.
E quando giunse il milite romano
ci tolse il grano e ci concesse il fieno.

Di bene in meglio, qualche saraceno
visitava le coste e, a mano a mano,
portava nei mercati del sultano
uomini e donne del nostro terreno.

Ma in nostro aiuto vennero i Pisani
in gara coi mercanti genovesi
e sorsero conventi da ogni parte.

Allora il Papa mescolò le carte:
invitò Aragonesi e Catalani
e restammo infeudati e vilipesi.

poesie tratte da Agrifogli, Raimondo Manelli, Ed. Castello, Cagliari, 1992

Ph credit

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