La sedia del Paraninfo

Ovvero

Sa cadira ‘e su Paralimpu

Sa cadira de su paralimpu era una sedia sgangherata che veniva offerta al paraninfo per rifiutare la richiesta di matrimonio da parte di una persona, di cui il paraninfo era solo l’ambasciatore.

Le cause principali del rifiuto erano, il parere negativo della figlia, oppure lo status sociale “inferiore”  oppure la poca voglia di lavorare del proponente.
Il paraninfo intuiva la risposta già dalla sedia rotta che gli veniva offerta.

In queste rime è il padre della figlia che rifiuta la proposta.
Il testo è inventato da me, ma rispecchia lo spirito de Sa cadira de su paralimpu, con il padre che lo invita a sedersi e ad accettare un bicchiere di vino e qualche dolcetto, per addolcire la risposta negativa.
La struttura è quella della poesia estemporanea campidanese con rima e sterrina (con la quale mi cimento per la prima volta quasi con timore reverenziale).

Rima

Deu arrespundu, gei ti spantas? (Io rispondo, ti stupisci?)
Frori bellu, no ddu ‘ongu oi (Il fiore bello non lo do oggi)

Sterrina (strofe)

Beni e setzi, innoi acanta (Vieni e siedi qui vicino)
Beni e setzidì innoi (vieni e siediti qui)
Tocca, buffa, poni in menti a mei (Forza bevi, dai retta a me)
Ca in conca no mi ddu pongu (e non me ne faccio una ragione)
Castiu in attu e no a fundu (Guardo in alto e non in fondo)
Ca deu ollu scetti su mellu (Che io voglio solo il meglio)
Gei d’agattada chi d’oli Deus (Già lo trova se lo vuole Dio)
Seu seguru di no essiri in errori (Son sicuro di non essere in errore)

Sviluppo: rima e sterrina si incrociano, la rima viene ripetuta invertendo l’ordine delle parole con lo schema delle rime a “lisca di pesce”:

Beni e setzi, innoi acanta
Deu arrispundu, gei ti spantas
Beni e setzidì innoi
Frori bellu no ddu ‘ongu oi
Tocca, bufa, poni in menti a mei
Deu arrispundu, ti spantas gei
Ca in conca no mi ddu pongu
Frori bellu oi no dd’ ‘ongu
Càstiu in atu e no a fundu
gei ti spantas, deu arrispundu,
Ca deu ‘ollu scetti su mellu
oi no ddu ‘ongu, frori bellu 
Gei d’agattada chi d’olit Deus
Gei ti spantas? arrispundu deu 
Seu seguru di no essiri in errori
no ddu ‘ongu oi, bellu Frori 

Copertina Ph credit: “La sedia rotta” dipinto di Franco Sarnari

© copy Ivan Monni, 2016

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