Dialogo fra Corto Maltese e un marinaio Shardana

Che ci fa un marinaio Shardana nel fumetto di Corto Maltese?

Hugo Pratt è un anticipatore consapevole delle tesi di Giovanni Ugas e di Leonardo Melis sugli Shardana / bronzetti nuragici?

Sembrerebbe proprio di si.
Nel fumetto “MU la città perduta” (1988) Corto Maltese è alla ricerca del continente perduto Mu, sprofondato tanto tempo fa (ma non si tratta di Atlantide).

Lo trova in mezzo all’Oceano, e il continente ha all’interno un labirinto dove incontra tantissime persone che hanno viaggiato per i 7 mari e che hanno viaggiato per i diversi continenti e antiche popolazioni ormai scomparse o leggendarie.

Tra questi incontra un marinaio Shardana mummificato, che si trova nel continente perduto, dopo aver viaggiato per gli oceani ed essere arrivato nelle americhe.

Interessante il dialogo tra Corto e Rasputin:

Corto: Come sarà arrivato qui?
Rasputin: Non dal Mediterraneo. Forse dall’Atlantico. Dalla parte opposta. Da Tartesso… Da Aztla… Dall’Atlantide.
E questo signore ha lasciato l’Atlantide per arrivare qui in America prima dei Fenici, prima dei Celti, prima dei…
Corto: Prima dei Vichinghi e dei Templari?
Rasputin: “Ma certamente… nell’antichità non facevano altro che andare e venire dall’America…
Le stesse costruzioni piramidali, tutte sugli stessi paralleli o quasi… ci deve essere qualche motivo magico legato ad uno schema astronomico arcaico.
Dio come mi piaccio quando ho queste intuizioni!”

Ad un certo punto la mummia Shardana parla.
Marinaio Shardana: “Hai ragione!”
Rasputin accusa Corto di essere un ventriloquo, ma il marinaio Shardana risponde.
Marinaio Shardana: “Io posso (ndr, parlare). Sono diverso a causa del labirinto armonico. Avete incontrato le mie antiche vibrazioni sonore.”
Corto: […] “Come riceviamo la luce di una stella morta a distanza di anni luce, così riceviamo onde sonore a distanza di giorni, secoli.
Da qualcuno che è morto migliaia di anni fa.”
[…]
Marinaio Shardana: “Spazio e tempo sono la stessa cosa…
Comunque non sono arrivato da quel mare che dici tu.
Ma dall’isola di Atlantis, nel mezzo del grande Oceano di Aztla per cercare il regno perduto di Mu… e arrivammo tardi.”

A pensarci bene Hugo Pratt aveva anticipato anche le teorie (non dimostrate) di Frau su Atlantide e Sardegna. E quelle simili di Poddighe, che anticipa Frau negli stessi studi, ma non nella loro pubblicazione.

Questo mi fa venire in mente l’articolo del geniale scultore delle pietre sonore Pinuccio Sciola che, dopo aver trovato una costruzione simile ad un nuraghe nell’isola di Pasqua accusa gli archeologi:
perché non hanno dato notizia di una civiltà del passato….Credo che nel libro della civiltà di questa nostra terra manchino molte pagine, o forse certe vanno riscritte da un altro punto di vista….La grande emozione nel leggere un libro cileno che propone il nuraghe come osservatorio astronomico….il rapporto con le stelle”

A rispondere è un altro gigante della cultura sarda, l’archeologo Giovanni Lilliu:
solo le stelle possono essere state un tramite di comunicazione.
Per il resto, ci dovete aiutare voi artisti con la vostra fantasia.

Anche la fantasia può essere utile nella interpretazione di fatti scientifici”.

E di fantasia sicuramente Hugo Pratt ne aveva da vendere!

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