Osiride e S.Isidoro, zappaterra mai stanchi da millenni

Osiride è la divinità egizia della morte e dell’oltretomba. Ma Osiride è anche il dio della fertilità e dell’agricoltura e veniva festeggiato durante la raccolta del grano.

Assieme ad Iside civilizzò l’umanità, insegnando all’umanità a coltivare.

Secondo Paolo Valente Poddighe (Atlantide Sardegna, edizioni Muros, 2006), scrittore e studioso sardo, Osiride veniva da occidente, da cui aveva portato l’agricoltura, e veniva considerato, tramite le consonanti SRD, come proveniente dalla Sardegna (gli egiziani come i fenici non scrivevano le vocali).

” E poi, ancora di più, la lingua e i documenti eterni delle stesse Piramidi Egizie: IV/III° millennio a.C., basta vedere e leggere i testi della piramide di Unas sul Sardo Padre (alias Osiride) e della sua Isola sacra, e dello stesso Occidente ove la Sardegna è posta.”

La fonetica di Osiride, oltre a quella di SRD (Shardana), è molto simile anche a quella di Isidoro, il santo, appunto, dell’agricoltura odierna.

E’ possibile che con il passaggio delle religioni, ci sia stato un passaggio di consegne ed il vecchio dio, stanco e affaticato da millenni, abbia “appeso la zappa al chiodo” a favore delle nuove generazioni, più fresche e in linea con i nuovi tempi.
Con il sincretismo religioso (di cui in Sardegna sono evidentissime le tracce, quali ad esempio tantissime chiesette a fianco dei vecchi nuraghi o pozzi sacri), insomma, Sant’Isidoro ha pensionato il vecchio Osiride.

Sant’Isidoro è effettivamente un santo particolarmente festeggiato in Sardegna (ma anche in Spagna) è , patrono dell’agricoltura, e viene festeggiato il 15 maggio (per propiziare la raccolta del grano) in tantissime città sarde.

Ufficialmente viene fatto nascere intorno all’anno mille a Madrid, ma si sa che l’origine dei santi è sempre incerta e legata a miti più o meno veri, che appunto possono affondare le radici in un passato più remoto, quale appunto quello di origine egiziana.

Ovviamente questo articolo non ha pretese scientifiche, ma si tratta, appunto come dice il blog, di idee in libertà.

Ph Credits: Quadro di Patrizio Mugnaini

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